WiMu: nel castello di Barolo nasce il museo del vino

WiMu: nel castello di Barolo nasce il museo del vino

Il Piemonte, terra di grandi vini, da ieri ospita un’installazione, un po’ museo tradizionale un po’ esperienza interattiva, dedicata tali bevande.

Il castello di Barolo ospita infatti Wine Museum (WiMu), tempio dedicato al succo di Bacco nelle sue molteplici variazioni.

WiMu è una creatura di Francois Confino, fuoriclasse dell’allestimento Museale, già autore del Museo Nazionale del Cinema e padre del Museo di Scienze di Suzhou, in Cina, e del
Museo di Storia Naturale di Los Angeles, in lavorazione.

La struttura di Barolo mantiene appieno lo stile del creatore: lungi dall’essere una collezione di cimeli e vetrinette polverose, WiMu è, per usare le parole di Confino, un “Viaggio
Emozionale” nel vino, toccando i temi della cultura del gusto e della produzione.

I visitatori potranno così godere di un percorso di 25 stanze, piccole stanzette intime e grandi saloni da fiera. In esse una varietà di immagini, suoni e colori, come la foto di
uno spicchio di collina fotografata mese dopo mese per mostrare i mutamenti nella vigna. Oppure come i teatrini meccanici dello scenografo Paolo Baroni che sottolineano i grandi momenti
storici. O infine come la sala del cinema, che ricorda come Bacco, oltreché nel bicchiere, può essere grande su pellicola.

Infine, non va trascurato il piano interrato, dove il Tempio dell enoturista offre agli ospiti degustazioni dei grandi cru di Barolo.

Tutto sempre con moderazione: se il vino bevuto responsabilmente è un bene, il suo eccesso (rappresentano da un dipinto del Paradiso Terrestre dove la mela è sostituita da un
grappolo d’uva) è dannoso e distruttivo.

PER INFORMAZIONI:

https://www.wimubarolo.it/

Matteo Clerici

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