Castello Falletti di Barolo (Cn): Inaugurazione del WiMu, il nuovo Museo del Vino
7 Settembre 2010
Si inaugura domenica 12 settembre 2010 alle 18.00 al Castello Falletti di Barolo (Cn) il WiMu – Wine Museum, l’innovativo museo del vino nato dalla fantasia di François Confino, autore
di numerosi e apprezzati allestimenti museali in tutto il mondo fra cui quello del Museo del Cinema alla Mole Antonelliana di Torino. Inaugurano il WiMu il ministro per il Turismo Michela
Vittoria Brambilla, l’assessore al Turismo della Regione Piemonte Alberto Cirio, la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, il sindaco di Barolo Walter Mazzocchi.
A salutare l’apertura saranno un’anteprima, venerdì 10 settembre alle 21.30, con il concerto di Simone Cristicchi GnuQuartet in Piazza della Libertà e domenica 12 alle 18.30 nel
cortile del Castello l’allestimento della fiaba musicale Pierino e il Lupo di Sergej Prokof’ev in un’inedita rilettura jazz electronics affidata alla voce del mattatore Franco Branciaroli e
alla performance dal vivo di alcuni fra i più prestigiosi musicisti della scena italiana diretti da Enrico Blatti: Mario Arcari, oboe; Stefano Cabrera, violoncello; Davide “Boosta”
Dileo, piano e electronics; Roberto Izzo, violino; Salvatore Majore, contrabbasso; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Alessio Pisani, fagotto; Francesca Rapetti, flauto; Raffaele Rebaudengo,
viola. L’ingresso agli spettacoli è gratuito fino a esaurimento posti.
Il WiMu – Wine Museum non poteva che nascere a Barolo. Qui, fra queste ordinate colline pettinate a vigneto è nato oltre due secoli fa quello che è riconosciuto come il «re
dei vini», divenuto vino ufficiale della Corte dei Savoia e oggi fra i più prestigiosi ambasciatori delmade in Italy nel mondo.
Qui, quello che non c’era, adesso c’è. Il castello dei marchesi Falletti nel cuore dell’abitato di Barolo recupera e ridisegna le sue storiche sale per ospitare un museo che aggiunge un
tassello fondamentale all’offerta turistica, culturale ed enogastronomica di questa terra acclamata come meta da visitatori e buongustai di tutto il mondo.
Il WiMu – Museo del Vino nasce dall’accordo tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Barolo, Unione di Comuni «Colline di Langa e Barolo» ed Enoteca Regionale del Barolo,
con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Compagnia di San Paolo.
Il WiMu non è un museo tradizionale, inteso come statica collezione di «memorabilia», ma quanto di più lontano dal concetto classico di esposizione. Si tratta infatti
di un viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino, attraverso un percorso di evocazioni e suggestioni.
In uno scenario storicamente e architettonicamente importante come il castello Falletti, l’allestimento è stato concepito per rompere con le linee più tradizionali, a partire dal
progetto, affidato a François Confino, già autore dell’intervento scenografico che ha interessato la Mole Antonelliana di Torino per ospitare il Museo nazionale del Cinema.
Innovazione sì, ma senza mai dimenticare che il museo sorge a Barolo, borgo immerso tra le colline più dolci delle Langhe, tutte rigorosamente pettinate a vigneto, patria del vino
per eccellenza e luogo ideale per fare visita alle mille cantine del territorio, partire per la scoperta degli altri castelli che punteggiano le Langhe o tuffarsi in una delle tante osterie o
ristoranti che offrono prodotti riconosciuti fra i migliori dell’enogastronomia italiana.
Il percorso di visita è una celebrazione del vino: un viaggio emozionale fra buio e luce, suoni e colore, fra realtà e mito attraverso i colori e i suoni delle stagioni, dei tempi
del giorno e dell’anno. L’allestimento – come sempre in Confino – mescola rigore scientifico e didascalico edivertissement puro, citazioni colte e ironiche, trovate a volte spiazzanti ma mai
banali. Non un museo dove si «guarda» soltanto, ma dove si viene immersi in atmosfere avvolgenti, colpiti dalle suggestioni di installazioni multimediali, diorami, teatrini e
cappellette, macchine e pulsanti che il visitatore può mettere in moto e azionare di persona.
Cinque piani aperti al pubblico per un percorso che comincia dall’alto per poi scendere fino all’Enoteca Regionale del Barolo, dal 1982 ospitata nelle antiche cantine del castello. Il vino nel
mito, come bevanda prediletta dagli dei e dagli uomini. La nascita del vino e gli elementi fondamentali per la sua produzione: il sole, la luna, il tempo, la sapienza della mano, il lavoro. Il
vino nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nella musica, nella cucina della tradizione contadina e dell’innovazione dei grandi chef.
Al piano nobile del castello viene evocato il profondo legame che da sempre unisce il vino Barolo alla famiglia Falletti e al territorio circostante, raccontato dalla viva voce degli abitanti
del borgo, resuscitati per incanto da vecchie fotografie. Un omaggio anche alla storia del castello e ai personaggi illustri che lo hanno abitato, come la marchesa Juliette Colbert e l’eroe del
Risorgimento italiano Silvio Pellico, che qui fu bibliotecario e del quale si conserva intatta la camera studio.
Si scende al primo piano seminterrato, e il vino raccontato ed evocato lascia spazio al vino degustato nella sua pienezza sensoriale: nel Tempio dell’Enoturista il visitatore troverà uno
spazio luminoso e accogliente dove consultare guide e riviste specializzate, confrontarsi con esperti del vino, ma soprattutto conoscere e degustare il Barolo sotto la guida di esperti
sommelier. Un’aula didattica – con i banchi in legno originali dell’antico istituto scolastico ospitato un tempo nel castello – sarà il luogo dove un «maestro virtuale» ci
aiuterà a ripassare e ci… interrogherà per verificare se abbiamo imparato bene la lezione sul vino e i suoi segreti.
Degna conclusione del percorso, l’Enoteca Regionale del Barolo: il grande spettacolo delle etichette e delle annate del re dei vini, con la possibilità per il visitatore di trovare la
propria bottiglia e portarsela a casa.
Il sito internet provvisorio del WiMu http://www.barolomuseodelvino.com prossimamente sarà sostituito da quello definitivo http://www.wimubarolo.it. Qui sarà possibile effettuare la visita
virtuale al museo, prenotare on line le visite e acquistare il proprio biglietto.
Simone Alessandria
Redazione Newsfood.com+WebTv




