What’s in my kitchen: cibi intelligenti che parlano sul telefonino

What’s in my kitchen: cibi intelligenti che parlano sul telefonino

La carne sta per scadere: allora, questa si fa sentire sul cellulare, chiedendo di essere cucinata, magari suggerendo come. Anche il latte dice la sua, evidenziando la scarsità delle
scorte. Infine, formaggio e verdura spiegano come essere messi assieme per la cena.

Non è ironia o la trama di un romanzo di fantascienza, ma un esempio delle future applicazioni si What’s in my kitchen, creazione di 4 studenti italiani (team JustBit) di Tor Vergata,
Roma. Nonostante ad oggi sia ancora in fase di progettazione, tale app per cellulare si è dimostrata capace di vincere gli Application Awards, il concorso mondiale indetto da Ericsson
cui hanno partecipato 158 team di 50 Paesi diversi. Come spiegano i creatori, attualmente i sistema si basa sugli adesivi (chip Rfid, da applicare sugli alimenti) ed un box di trasmissione (una
scatola di dimensioni modeste), nelle vicinanze del frigorifero.

Attualmente, se avvengono cambiamento prestabiliti (ad esempio, un cibo rimane fuori per più di 10 minuti) il sistema invia una notifica sul cellulare.

Per quanto suggestivo, il progetto non manca di difetti. Lo scatolotto, in particolare, è costoso: per superare il problema, gli autori del lavoro suggeriscono di sfruttare il meccanismo
del comodato d’uso, magari coinvolgendo il Ministero della Salute. Inoltre, le etichette devono essere applicate manualmente sui prodotti, ma probabilmente a breve ciò diventerà
compito dei produttori.

Infine, cosa più importante, What’s in my kitchen presenta numerose vantaggi. Superata la fase di collaudo e rodaggio, l’applicazione promette di ridurre spese, sprechi di cibo ed
impatto ambientale legato all’alimentazione.

Nota: l’immagine dell’articolo è presa dal sito ilbloggatore.com

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

What’s In My Kitchen (Sito JustBit)

Matteo Clerici

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