Viterbo, Aeroporto: è iniziata la fase operativa

Viterbo – E’ iniziata la fase operativa, e dopo la riunione di stamattina nella sede dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), nel pomeriggio anche la firma dell’accordo di
programma tra Regione e ministero dei Trasporti, che di fatto mette in cassaforte la decisione di localizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Viterbo.

Il consiglio di amministrazione al completo dell’Enac, i vertici di Adr, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli e gli assessori del Comune di Viterbo Paolo Muroni e Marco Maria
Bracaglia: questi i presenti all’incontro, che per la realizzazione dell’aeroporto a Viterbo segna una giornata fondamentale, che porterà alla prossima apertura della conferenza dei
servizi.
Sarà l’Enac d’ora in avanti a coordinare il lavoro tecnico per quanto riguarda la ricognizione di esigenze e problematiche sul tema, in modo da avere poi le risposte ai vari quesiti in
ordine progettuale, ambientale, di strutture e infrastrutture.
Nel corso dell’incontro è stata rilevata la necessità di un adeguamento infrastrutturale – in modo particolare delle ferrovie – per programmare interventi urgenti e concreti.

«Apprezziamo le modalità con cui l’ente ha aperto la fase operativa – dice Mazzoli – ovvero con un pieno coinvolgimento di tutto il territorio. Perché non si tratta solo di
realizzare un’infrastruttura: questa deve infatti rispondere alle esigenze della provincia, della città e della società viterbese, oltre che alle aspettative che si sono prodotte
nel corso di questi mesi. Con la firma dell’accordo di programma tra Regione Lazio e ministero, adesso abbiamo anche l’atto che sancisce definitivamente la scelta compiuta dal ministro
Alessandro Bianchi».

Soddisfatti anche i rappresentanti del Comune: «Un incontro operativo, nel corso del quale ho notato grande ottimismo da parte di tutti i partecipanti», ha detto Muroni, « un
ottimismo che poggia su basi concrete, poichè quello di oggi ha rappresentato davvero il primo di una serie di incontri tecnici, nel corso dei quali saranno affrontate di volta in volta
le varie problematiche relative alla realizzazione dello scalo.» «La volontà di lavorare in tempi brevi si dimostra con incontri come quello odierno», ha aggiunto
Bracaglia, «concretezza e operatività, oggi, sono stati i fili conduttori . Abbiamo concentrato l’attenzione non solo sulla struttura aeroportuale, ma anche sulle infrastrutture
indispensabili a fare in modo che Viterbo rappresenti realmente la delocalizzazione di Ciampino, che tornerà ad essere aeroporto militare, offrendo allo scalo viterbese e di conseguenza
al territorio, prospettive di crescita notevoli.»

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