Virus H1N1, individuato un nuovo ceppo

Virus H1N1, individuato un nuovo ceppo

Individuato un nuovo ceppo del virus H1N1, il portatore della pandemia,localizzato nell’area del Pacifico: Singapore, Australia e Nuova Zelanda.

Questo il messaggio di una ricerca del World Health Organization Collaborating Center for Reference and Research on Influenza di Melbourne, Australia), diretta dal dottor Ian Barr e pubblicato
su “Eurosurvellance”.

In base al rapporto, la nuova versione di H1N1, pur nella diversità dalla matrice originale, non sembra dotata di particolare pericolosità, a differenza di quella recentemente
scoperta in Norvegia.

Come ricordano gli esperti, la mutazione D222G (detta appunto mutazione norvegese) era caratterizzata dalla sostituzione di un aminoacido, che aveva reso il patogeno in grado di colpire
più in profondità il sistema respiratorio. Di conseguenza, i malati erano più sensibili, in quanto il morbo aggrediva più agevolmente le vie aree, le cellule degli
alveoli ed il polmone.

Niente di simile per il “fratello” australiano, che per ora rispetta i canoni degli abituali virus di stagione. A dirlo, il professor Gianni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità, che
spiega come il nuovo arrivato dall’emisfero australe “Si è comportato come un normale virus stagionale e la variazione non sembra conferirgli una diversa virulenza né una
differente velocità di circolazione.

Fin qui i dati certi. Tuttavia, gli scienziati non concordano sugli sviluppi futuri, sopratutto sulle contromosse mediche.

Secondo il dottor Barr e colleghi “Potrebbe rendersi necessario un aggiornamento del vaccino al più presto possibile”.

A rappresentare la fazione più (moderatamente) ottimista, il professor Rezza.

Per l’epidemiologo “Per ora però non c’è alcuna evidenza della necessità di modificare il vaccino”, in quanto le mutazioni passate di H1N1 non cancellano l’efficacia del
farmaco. Per questo “Esistono invece svariate ragioni per spegnere gli allarmismi: non si è registrato alcun picco nei decessi, il virus non è stato particolarmente aggressivo e
soprattutto la popolazione è più protetta rispetto all’anno precedente”.

In questo, l’italiano è sostenuto da una ricerca del CDC di Vancouver, diretta dalla dottoressa Danuta Skowronski e pubblicata sul “Canadian Medical Journal”. Il testo afferma come
maggior parte della popolazione è ben difesa contro un improbabile nuovo boom della pandemia a meno di eventi poco probabili, come una moria di anticorpi o una mutazione devastante.

Ciò detto, anche per Rezza non è opportuno abbassare totalmente la guardia:”Per quanto riguarda la reattività al vaccino è tutto possibile e certamente se il virus
continuasse a mutare potrebbe essere necessario un aggiornamento”.

FONTE: Maggie Fox, “New strain of swine flu emerges: report”, Reuters 21/010/010

I G Barr, L Cui2, N Komadina, R T Lee, R T Lin, Y Deng, N Caldwell, R Shaw, S Maurer-Stroh, “A new pandemic influenza A(H1N1) genetic variant predominated in the winter 2010 influenza season in
Australia, New Zealand and Singapore”, Eurosurveillance, Volume 15, Issue 42, 21 October 2010,

Matteo Clerici

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