Vino: Prosecco italiano contro Prosek croato

Vino: Prosecco italiano contro Prosek croato

L’Unione Europea è teatro di un derby del vino: con la prossima entrata della Croazia, il locale Prosek fa scintille con il Prosecco italiano. Motivo, il nome troppo simile.

Per questo, alcuni invocano misure di protezione e difesa, sollecitando l’azione di Bruxelles.

Tra i più attivi, Giancarlo Scottà, eurodeputato della Lega Nord.

Pur ricordando come “Non si vuole mancare di rispetto ad un vino che avrà sicuramente la sua identità in Croazia”, Scotta evidenzia come la possibile confusione tra nomi possa
danneggiare grandemente il vino italiano, anche e sopratutto quando il Prosecco sta cercando di affermarsi in mercati emergenti: Cina, Australia, USA.

Diventa necessaria un’azione diretta: “La Commissione europea reagisca immediatamente di fronte ad un’eventuale inadempienza delle disposizioni comunitarie, in materia di protezione dei
prodotti DOC, da parte dei viticoltori croati, che hanno già minacciato di rivolgersi ad un tribunale continentale per far valere i loro diritti sul nome “Prosek””.

Ad oggi, Scottà ed i suoi colleghi leghisti hanno presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea : contenuto, la tutela del Prosecco DOC tramite il ritiro dal commercio
(od il cambiamento di nome) del Prosek, prima che la Croazia entri nell’Unione, il prossimo 1 luglio.

Conclude allora l’eurodeputato leghista: “Ad oggi, nell’elenco delle denominazioni dei Paesi terzi riconosciute a livello comunitario non risultano essere presenti denominazioni croate
riconosciute. Il Prosek, infatti manca di alcuni requisiti fondamentali legati, solo per fare alcuni esempi, al metodo di produzione o di invecchiamento oppure alla qualità e al colore,
necessari per ottenere la definizione di menzioni tradizionali”.

Matteo Clerici

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