Alexis Lautenberg: Svizzera-UE, le sfide di un vicinato complesso

Alexis Lautenberg: Svizzera-UE, le sfide di un vicinato complesso

By Redazione

Date: Tue, 9 Oct 2012 12:43:58
 
Subject: Svizzera-UE: le sfide di un vicinato complesso – Alexis Lautenberg Conferenza all’Universita’ della Svizzera Italiana di Lugano, Associazione Carlo Cattaneo – Colombo Clerici Istituto
Europa Asia ***

Istituto Europa Asia, Presidente Achille Colombo Clerici
Organizzata dalla Associazione culturale Carlo Cattaneo di diritto Svizzero, con sede a Lugano, si è tenuta oggi, nell’Aula Magna dell’Università della Svizzera Italiana, una
conferenza di Alexis P. Lautenberg, già Ambasciatore per 5 anni  a Bruxelles, sul tema “Svizzera-UE: le sfide di un vicinato complesso”.

Lugano, 9 ottobre 2012 ­

“Svizzera-UE: le sfide di un vicinato complesso” è il tema di una conferenza dell’ambasciatore Alexis P.  Lautenberg a Lugano in occasione dell’assemblea generale ordinaria annuale
dell’Associazione Carlo Cattaneo alla quale ha partecipato il socio fondatore e membro del Comitato Direttivo Achille Colombo Clerici, presidente in Italia
dell’Istituto Europa Asia e di Assoedilizia.

Lautenberg, dopo una lunga e gratificante esperienza diplomatica in vari Paesi e presso l’U.E., è stato ambasciatore di Svizzera a Roma dal 1999 al 2004, operando con notevole efficienza
allo sviluppo dei rapporti tra i due Paesi.

Ha poi rivestito la carica di Ambasciatore di Svizzera a Londra.

L’esperienza europea gli ha consentito  di acquisire notevoli conoscenze sul delicato equilibrio che regola i rapporti tra la Confederazione e l’Unione che la circonda: e di offrire la
propria esperienza alla soluzione degli inevitabili problemi che tale rapporto  presenta.

Presenti fra il numeroso pubblico : il Console generale d’Italia Alberto Galluccio, il presidente della “Carlo Cattaneo” Paolo Grandi, l’emerito Console Svizzero a Milano Marco Cameroni,
 Matilde e Giampiero Bonetti, Franco e Valeria Masoni Fontana con la figlia Giovanna Assessore alla cultura di Lugano, Adriano Cavadini, Remigio Ratti, Atzko Folchi Vici, Antonio ed Emanuela
Soldati, Giampiero Casagrande, Achille Crivelli, l’ambasciatore Mordasini, Alberto Menasche, il  dott. Giorgio Maric in rappresentanza del Sindaco della Città, come pure Michele Rossi
rappresentante del mondo economico del Cantone Ticino in Italia e nella Capitale federale.

Lautenberg, dopo aver tratteggiato sinteticamente la logica della formazione dell’Europa, basata sull’aiuto, attraverso un’integrazione economica, allo sviluppo di una politica comune, ha
affermato che  il processo non è stato molto lineare: vi  è stata viceversa una evoluzione complicata.

Oggi si vorrebbe procedere dall’unione bancaria all’unione economico-istituzionale; il che lascia perplessi.

Assistiamo ad un ruolo sempre crescente degli stati membri, spesso in contrasto con Bruxelles per divergenze di interessi.

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La Svizzera e Praga sono diventate le due principali piattaforme energetiche europee di scambio nel rapporto est-ovest nel settore dell’energia.

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La direttiva fiscale sul risparmio va attuata attraverso accordi bilaterali.

L’UE vorrebbe negoziare direttamente con la Svizzera, ma Austria e Lussemburgo frenano e intanto la Confederazione sigla sempre più accordi bilaterali rappresentati dalle trattative Rubik;
è questa la via di uscita consistente nella negoziazione da parte svizzera di accordi bilaterali non con l’UE, ma con i singoli stati membri.

Con la Germania, la Francia e l’Inghilterra questi accordi sono già in discussione nei relativi parlamenti.

La “logica”  RUBIK  è quella di mantenere la riservatezza ma, al tempo stesso di sottoporre i capitali, sinora non fiscalizzati, all’onere fiscale a favore del paese d’origine
degli stessi.

La trattativa avviata da pochi mesi con l’Italia sarebbe molto conveniente a quest’ultima perché la Svizzera si impegnerebbe a non accogliere più capitali non fiscalizzati o di
dubbia provenienza.

Le trattative in corso, parallelamente, son ben cinque, le più importanti sono: RUBIK, i ristorni fiscali dei nostri lavoratori frontalieri (ca. 45 Mil di Euro all’anno), la cancellazione
della Svizzera dalla Black List; un giogo vessatorio, specialmente per la nostra economia che ha nella Unione uno dei suoi partner economici.

Il consiglio che Lautenberg suggerisce è quello di trattative non congiunte; perché alcune questioni, come quella della Black List, potrebbero essere superate nel giro di pochi
mesi.

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Rispondendo ad una domanda sul crescente diffondersi dell’euroscetticismo in Europa ha detto:
“Nella mia esperienza londinese ho avuto modo di confrontarmi spessissimo con posizioni euroscettiche.
Quel che ho rilevato è che si tratta per lo più di un euroscetticismo primario, che mostra i suoi limiti al momento di indicare valide alternative.

Vero è peraltro che tali posizioni vanno diffondendosi anche a livello di partiti politici: ricordo che la Lega Nord, in Italia, fu dapprima a favore di Bruxelles perchè vi vedeva
una sorta di contraltare a Roma.”

In foto: L’Ambasciatore Alexis P. Lautenberg all’assemblea dell’Associazione italo-svizzera Carlo Cattaneo con Achille Colombo Clerici

Redazione Newsfood.com
 

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