Vino, è arrivato il marchio biologico europeo

Vino, è arrivato il marchio biologico europeo

Il viaggio è stato lungo (è iniziato nel 1991) ma il traguardo è arrivato. La votazione positiva dello SCOF sancisce la nascita del marco biologico per il vino: la
normativa che fissa le regole per la vinificazione bio e permette di inserire nell’etichetta la dicitura biologico ed il logo dell’UE.

Come ricordano gli adetti ai lavori, fino ad oggi il vino bio doveva limitarsi al termine di vino “Da uva da agricoltura biologica”: il marchio europeo, poi, era assolutamente vietato.
Invece, la normativa appena approvata, permetterà di etichettare come vino biologico anche quello di annate precendenti, a patto di dimostrare l’aderenza alle norme
euoropee.

Il marchio biologico ha suscitato il vivo interesse dell’AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica.


Tra i primi ad esprimersi, il Presidente Alessandro Triantafillidys, che ha promesso come “Sarà cura di AIAB divulgare il regolamento e le esperienze tecniche maturate in tutte le
regioni italiane, in modo da mettere a disposizione degli operatori una potenzialità che il mercato è probabilmente pronto a premiare”.

Più moderato il parere di Alessandra Micheloni, del comitato scientifico AIAB e già di ORWINE.

Micheloni non nasconde le difficoltà: il procedimento è stato lungo e complesso e le proposte italiane sono state modificate. Perciò, ” Come tutti i compromessi politici il
risultato non fara’ felice nessuno”. Tuttavia, “Tutti saremo un po’ meno scontenti”: la decisione dello SCOF mette norme chiare per i vigneti e le cantine e, più di tutto, permette di
parlare di vino biologico. Poi, nel futuro, si pensarà alla revisione, magari sfruttando la corrente raccolta di dati condotta dall’AIAB nelle
aziende nazionali.

Matteo Clerici

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