Vinitaly US Tour, da sette anni ponte per l’export e la promozione della cultura del sistema vino, olio e alimentare Made in Italy

Vinitaly US Tour, da sette anni ponte per l’export e la promozione della cultura del sistema vino, olio e alimentare Made in Italy

Inizia dalla Florida il tour 2009 negli USA di Vinitaly alla presenza del sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso. Dal 2003, la prima rassegna vinicola del mondo ha
portato all’attenzione di oltre 15 mila selezionati operatori di San Francisco, Los Angeles, Las Vegas, Chicago, New York, Boston e Washington, le eccellenze del sistema Italia.

Vinitaly US Tour si aggiunge così alla presenza media annua di oltre 3.500 operatori (pari a 7 Boeing 747) provenienti dagli Stati Uniti presenti al Vinitaly di Verona, che si svolge ogni
anno in aprile ed è giunto alla 43^edizione (nel 2008 gli operatori esteri sono stati 43.500 da 110 Paesi su 150 mila complessivi). Oggi sono cinque le tappe di Vinitaly US Tour nel corso
dell’anno, per favorire il mantenimento e l’accrescimento dell’Italian lifestyle in maniera coordinata e continuativa. In Florida, sinergie anche con il concomitante The Yacht & Brokerage
Show.

Verona/Miami e Palm Beach, 9-11 Febbraio 2009 – La Florida è il primo stato americano per l’importazione di vino e il secondo per consumo. E proprio dalla Florida, il 9 e 10 Febbraio a
Miami e l’11 a Palm Beach, inizia l’edizione 2009 del Vinitaly Us Tour (tappa del più ampio Vinitaly World Tour che tocca ogni anno India, Russia, Cina e Giappone), che avrà una
seconda fase negli USA, come da tradizione, nel mese di ottobre in altre tre città di diversi stati.

La Florida è una meta ideale per le aziende italiane, rappresentando l’8% dell’intero mercato a «Stelle e Strisce» e piazzandosi solo dopo la California, con un tasso di
crescita delle vendite del 60% in dieci anni.

Ad aumentare l’interesse delle cantine nazionali è l’alta capacità di spesa degli abitanti di Miami e dei 60 milioni di turisti l’anno che qui trovano le massime espressioni di
lusso e glamour. A ciò si aggiunge il ruolo della città quale capitale mondiale dell’industria crocieristica (5 milioni di passeggeri), e per questo polo dei principali centri di
acquisto per i beni e i servizi del settore.

Di grande importanza anche Palm Beach, dove si concentrano un gran numero di resort, strutture alberghiere e ristoranti tra i più esclusivi al mondo.

Consolidare la posizione dell’Italia in questo mercato è quindi strategicamente importante e a supporto dell’azione di Vinitaly US Tour Miami e Palm Beach – realizzata da Veronafiere in
collaborazione con Buonitalia, Ministero delle politiche agricole e alimentari, ICE e Unaprol, con l’assistenza del Consolato Generale d’Italia a Miami – partecipa all’evento il sottosegretario
allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, la cui visita sancisce anche l’inizio di una collaborazione tra Vinitaly e lo Yacht&Brokerage Show, salone nautico di livello mondiale che si svolge in
concomitanza con l’evento.

«Il 2008 è stato un anno positivo per le nostre esportazioni di vino negli Stati Uniti, abbiamo infatti migliorato la nostra posizione in valore anche se con una crescita dell’1%.
Ciò è tanto più significativo se pensiamo che i nostri principali concorrenti hanno perso quote di export: L’Australia ha infatti perso il 5,5% in quantità ed il 13,7%
in valore e la Francia il 12,9% in quantità a fronte di un aumento del 6,5% in valore – ha spiegato Adolfo Urso – L’Italia continua quindi a mantenere la sua posizione di paese leader sul
mercato americano e ad avere una notevole quota del mercato d’importazione (il 29.1% contro il 24.3% dell’Australia ed il 12,4% della Francia).

Per questo l’evento di Vinitaly tour è ancora più importante e significativo, la presenza di oltre 80 aziende tricolori è il segnale che non arretriamo e anche se il 2009 non
sarà un anno facile ci sono delle eccellenze che possono difendersi bene, d’altra parte il vino italiano è associato alla cucina italiana e quindi è entrato con forza negli
ultimi anni a far parte della dieta americana, superando quello francese. Un trend che sono certo riusciremo a mantenere coniugando una giusta politica di prezzi e qualità».

«Si tratta di un gioco di squadra – osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – che non può che far bene alle nostre aziende, per la forte immagine di sistema
Paese che viene data all’estero e in particolare negli Usa, dove il vino italiano è leader con un terzo del mercato».

Dal 2003, la prima rassegna vinicola del mondo ha portato all’attenzione di oltre 15 mila selezionati operatori di San Francisco, Los Angeles, Las Vegas, Chicago, New York, Boston e Washington le
eccellenze del sistema Italia.

Vinitaly US Tour si aggiunge così alla presenza media annua di oltre 3.500 operatori (pari a 7 Boeing 747) provenienti dagli Stati Uniti presenti al Vinitaly di Verona, che si svolge ogni
anno in aprile ed è giunto alla 43^edizione (nel 2008 gli operatori esteri a Verona sono stati 43.500 da 110 Paesi su 150 mila visitatori complessivi).

Oggi sono cinque le tappe di Vinitaly US Tour nel corso dell’anno, per favorire il mantenimento e l’accrescimento dell’Italian lifestyle in maniera coordinata e continuativa.

Più di ottanta le aziende vitivinicole presenti, in rappresentanza delle migliori produzioni di tutte le regioni italiane, oltre a Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, che continua
con Portfoil – Italian Selected Extravergin Olive Oils la sua attività promozionale a favore del vero olio di oliva extravergine 100% italiano.

«Il nostro obiettivo con Portfoil ha detto il presidente di Unaprol Massimo Gargano è continuare a trasferire al consumatore mondiale l’immagine di competenza e di alta
qualità che l’Italia ha conquistato con successo sui mercati esteri, difendendo il concetto dell’origine obbligatoria in etichetta, in particolare sul mercato americano, tra i più
esigenti, dove sono l’identità con il territorio con l’origine certa del prodotto a fare la differenza».

Il programma di Vinitaly US Tour Miami e Palm Beach prevede work shop b2b per mettere in contatto le aziende con i principali importatori/esportatori/distributori (oltre 1.500 a Miami), retailer
e ristoratori del territorio, ma anche con la stampa e gli opinion leader. Data la posizione strategica di Miami, vengono coinvolti nelle iniziative pure operatori del mercato caraibico e del
Centro e Sud America. Previste anche degustazioni guidate e seminari dedicati agli operatori sul «ruolo del vino italiano nell’industria della ristorazione in Florida» e su
«come scegliere le strategie giuste in tempo di crisi».

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