Vinitaly, è anche vino straniero

Vinitaly, è anche vino straniero

Vinitaly offre una doppia sorpresa. In primis, nella manifestazione dedicata al top del vino trovano spazio anche vini provenienti da oltre confine. Inoltre, molti allori sono stati assegnati
ad outsider: le loro produzioni che non arrivano cioè dai Paesi classici, come California o Sud Africa, ma da territori poco considerati.

Si prenda ad esempio il Concorso Enologico 2011, manifestazione legata alla fiera di Verona che assegna il titolo di miglior produttore del mondo.

Tale riconoscimento è così andato alla Golan Heights Winery, situata a Katzrin, Israele, prima azienda del Paese ad ottenere il premio. Il vino di Kaztrin ha trionfato su
di 3.720 bottiglie presentate da più di 1.000 aziende vitivinicole partecipanti da 30 Paesi del mondo, convincendo appieno una giuria di 105 tra enologi e giornalisti di settore.

Quello ottenuto è per la Golan è un premio che arricchisce una bacheca che presentava già prima la Gran Medaglia d’oro, edizione 2004 ed 2006.

Il vino della Cooperativa “Vino Daorson” ha invece destato buona impressione e vinto un premio, non ufficiale ma importante: quello della sopravvivenza dopo la guerra.

La cooperativa ha sede nella cittadina di Storlac, un tempo sede di antica tradizionale vinicola ma completamente devastata dalla guerra del 1992. Poi sono arrivati 8 produttori locali ed il
know-how italiano, messo a disposizione dal progetto “Tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali di pregio dell’Erzegovina”. Sotto la guida del professor Leonardo Valenti, della
facoltà di Agraria di Milano, gli esperti italiani hanno istruito i locali nella gestione a sostegno del vigneto, nella produzione di uva e, soprattutto, nelle tecniche di
vinificazione.

Grazie all’azione italo-bosniaca, le vecchie vigne sono state rimesse in sesto. In più, è stata creata una piantagione di 15 ettari, dedicata ai vitigni autoctoni Zilavka (a bacca
bianca) e Blatina (a bacca rossa). Dal 2010, la cantina ha iniziato a produrre buone quantità di vino e, grazie all’unione tra professionalità umana e tecnologia, le prospettive
per il futuro sono positive.

A Vinitaly, i vini della Cooperativa sono ospitati nello stand della cantina Arnaldo Caprai.

Infine, lo spumante della Gran Bretagna. Per quanto Albione sembri terra estranea a tali bevande, la tradizione vinicola locale è piuttosto antica. Furono infatti le legioni di
Roma a portare sull’isola cultura, gusti e tecniche del vino durante la loro campagna di conquista.

Favorita anche dal riscaldamento climatico, la produzione enologica locale è una realtà poco nota ma in forte crescita. Spicca in essa la spumantistica, gestita da professionisti
capaci di sfruttare al meglio il terreno gessoso, dalle caratteristiche simili a quelle della Champagne. I bonus della natura sono stati accoppiati ad impegno e passione.

Come risultato, gli spumanti britannici, prodotti con rifermentazione in bottiglia, hanno conquistato negli ultimi anni premi importanti, come l’International Wine Spirit Competition di
Londra
.

Matteo Clerici

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