Vigilanza Rai, i 37 commissari si dimettono e lasciano solo Villari

 

Tutti i 37 commissari della Vigilanza Rai si sono dimessi. Dal PD sono state inviate lettere individuali di “dimissioni irrevocabili” ai presidenti di Camera e Senato. Questo è
l’ultimo atto, forse definitivo, della soap opera in seno alla Commissione di Vigilanza Rai che ha portato all’elezione di Riccardo Villari alla presidenza e che ha visto il blocco dei
lavori finché non ci saranno le dimissioni dell’epatologo napoletano.

Villari è un uomo solo. Si trova al centro dell’attenzione e con un discreto potere in mano. Non importa come gli sia piovuto dal “cielo”. Gli importa conservarlo con
le unghie e con i denti. Usa toni morbidi e rispettosi ma è incurante delle osservazioni che gli arrivano dalle autorità istituzionali e sordo alle richieste di
dimissioni. Tira diritto. Convoca riunioni e firma ordini del giorno come se niente fosse accaduto in seno alla Commissione di Vigilanza Rai. Non accetta lo scontro e non risponde alle
provocazioni. Spera che tutto si possa calmare con il passare del tempo. Che l’attenzione nazionale dei media sia rivolta a qualche altro accadimento e che si possano dimenticare della
sua posizione molto scomoda.

Ma così non è.

Dopo le dimissioni dei commissari, Villari ha dichiarato: “sono disponibile a mettere all’ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni, ma non subito…”. Prima ha bisogno di
rispettare gli impegni che ha preso nei confronti di…se stesso. E quindi è necessario deliberare il regolamento elettorale per le elezioni regionali sarde e nominare il nuovo
Cda Rai scaduto da 7 mesi. Una volta risolti queste quisquilie sarà disposto a discutere delle sue dimissioni.

Purtroppo non aveva fatto bene i conti con tutte le possibilità di realizzazione del suo disegno. Espulso dal PD e senza l’appoggio dei commissari del Pdl, che con un colpo di
mano lo avevano eletto, si trova completamente in balia degli eventi

Il capogruppo del PD in Vigilanza Rai, Fabrizio Morri ha replicato in maniera decisa all’ennesima lettera di Villari: “è troppo tardi, risparmi l’inchiostro”.
“Mi sembra che la paralisi sia un fatto oggettivo e irreversibile” ha commentato il presidente del Senato, Renato Schifani.

Le prossime mosse spetteranno ai gruppi parlamentari che dovranno indicare i nuovi componenti scelti in numero uguale tra Camera e Senato. Se verranno applicati (rispettati) i vecchi
accordi tra opposizione e maggioranza il prossimo presidente della Commissione sarà il senatore Sergio Zavoli.

A.Dra

 

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