Vietnam, Cacao al posto di mine: la sfida di Roots of Peace
3 Maggio 2010
Ripulire il territorio del Vietnam dalle mine lasciate dagli Stati Uniti durante il conflitto. A bonifica eseguita, impiantare alberi di cacao per iniziare a produrre.
Questo il piano di Roots of Peace (RoP), associazione umanitaria che dal 1997 si dedica a ripulire il mondo dalle mine: ad oggi, più di 100, 000 ordigni neutralizzati. E gli operatori di
RoP non si limitano alla bonifica, ma cercano di dare un futuro alle popolazioni, sfruttando i terreni ripuliti per coltivare i tè, vigneti, patate.
Il lavoro non è facile. Gli esperti fanno notare che, ironicamente, è proprio quando i riflettori del conflitto ufficiale si spengono che inizia la vera battaglia. Le mine
rimangono sottoterra, colpendo spesso i più vulnerabili (bambini e contadini poveri), impedendo loro di ottenere reddito e portando morte e disperazione.
Allora, vi è lavoro per RoP. Flavia Taggiasco, caporedattore di Matrix, spiega il piano d’azione: “Il 20% del paese è ancora contaminato. Roots of Peace sminerà e
pianterà cacao nella provincia di Binh Phuoc. Sarà il primo progetto pilota poi si continuerà fino al 2012 in altre aree del paese, specialmente in quella centrale di Quang
Tri che è una delle più ferite: l’80% del territorio è infestato da queste armi di distruzione lenta di massa. La cosa orribile è che le mine sono ideate non tanto
per uccidere il nemico, ma proprio per infliggere dolore e disperazione per i decenni a venire e per far male anche a tanti bambini che in quel momento ancora non neanche nati”.
Nonostante la difficoltà del compito, Roots of Peace non è sola.
L’associazione è infatti partner di Good Goods, circuito internazionale che riunisce diversi attori impegnati a migliorare realtà di povertà, delinquenza con i prodotti
della terra. In Colombia, hanno portato cacao e caffè al posto della coca; in Afghanistan, frutta e zafferano al posto dell’oppio. Tutti loro cercano più spazio e
visibilità nel mercato, tramite iniziative come lo stand presente a Squisito a San Patrignano.
Matteo Clerici
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