Vicenza scontri al corteo “No Dal Molin”

Vicenza scontri al corteo “No Dal Molin”

Una prova generale.

Gli scontri di  sabato 4 luglio sono una sorta di amichevole in cui le forze della contestazione (pacifisti, sinistra antagonista, sindacati di base e semplici cittadini) hanno testato la
reazione della polizia in vista del grande appuntamento, il G8 in Abruzzo.

Particolare attenzione hanno destato particolari black-out nelle comunicazioni, forse causati dai jammer, i dispositivi che oscurano i cellulari durante il passaggio dei cortei ufficiali.

Ma oggi la questione più importante è l’eventuale raddoppio di dimensione della base Nato Dal Molin.

Così Cinzia Bottene, leader del movimento No dal Molin riassume il suo pensiero “Non abbiamo mai nascosto le nostre intenzioni, oggi varcheremo la linea rossa ed entreremo nella base,
per noi non è un’occupazione. Lo faremo per sollecitare Obama perché venga a Vicenza e si renda così conto della scelta scellerata che stanno facendo”
ricordando inoltre
di aver “già inviato una lettera di invito, tramite canali istituzionali al presidente Usa”.

Ma se il movimento guidato da Cinzia Bottene ha sempre posto il pacifismo come regola del proprio dissenso, altro non si può dire di altri manifestanti.

Alcuni giovani, circa una ventina, vestiti di nero e equipaggiati con scudi, cappucci e maschere antigas hanno prelevato alcune panche per usarle nel corpo a corpo con la polizia.

Dal palco, Cinzia Bottene predicava la calma, ma inutilmente. Polizia ed antagonisti si sono scontrati, il corpo-a-corpo preceduto dal lancio di lacrimogeni.

In precedenza, gli uomini della Digos avevano fermato alcune auto guidate da giovani disobbedienti, dirette a Vicenza dal festival di Radio Sherwood.

A bordo delle vetture, gli agenti hanno rinvenuto sacchetti con bulloni e biglie e un giovane è stato fermato e portato in questura.

Infuriato Luca Casarini, leader dei centri sociali che dal presidio nella manifestazione afferma come: “Qui sta avvenendo una cosa inaudita e vergognosa. Vengono fermati i giovani in
partenza da alcune città per venire a Vicenza. Si vuole impedire di manifestare e la cosa più grave è che questa città viene militarizzata con i carabinieri del
Tuscania di solito impegnati in Afghanistan”.

In ogni caso, gli esperti della sicurezza sono in allerta per i prossimi appuntamenti, in particolare il poker di giornate, dal 7 all’ 10 luglio.

Diverse le ragioni in ballo.

Lunedi 6 (sorta di anticipo) sarà dedicato al ricordo del sisma in Abruzzo, a tre mesi da questo; martedì 7 il centro dell’ attenzione saà la partecipazione alla tappa
pescarese di Goletta Verde e sopratutto, l’arrivo delle delegazioni straniere.

Il 9 ci sarà il processo per la discarica tossica di Bussi sul Tirino; il 10 sorta di manifestazione finale con marcia.

Lì si vedrà come i contestatori (sopratutto le frange più violente della galassia antisistema) hanno intenzione di agire.

Matteo Clerici

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