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Via della seta: Marco Polo torna in Cina con Overland by AIKAL

Via della seta: Marco Polo torna in Cina con Overland by AIKAL

By Giuseppe

Parma, Salone del Camper, 14 settembre 2016

Oggi è stato presentato ufficialmente il progetto AIKAL che nella primavera 2017 vedrà una lunga carovana di camper ripercorrere la strada tracciata da Marco Polo da Venezia fino a Pechino, dal Fiume Po al Fiume Giallo, senza dimenticare Dubai, sede del prossimo Expo 2020.

Lì abbiamo incontrato Giampietro Comolli,  economista, esperto del mondo del vino e del mondo agroalimentare, probabile ispiratore di questa Via della Seta, dopo la felice esperienza sul campo (… sul fiume) con UnPoxExPo.

Vediamo di scoprire gli intendimenti del progetto e cercare di capire quali opportunità ci possano essere per le imprese italiane, piccole o grandi.

 

Comolli, dal Po via d’acqua alla Via della Seta. Quanto vale l’esperienza fatta con UnPOxExPO?
Comune denominatore è AIKAL, una associazione di imprese, imprenditori, professionisti dedicata alla tutela ambientale e al lavoro solidale, fucina di grandi progetti di rete e sistema, internazionali. E’ stata matrice per un Unpoxexpo ed è fautore della Via della Seta. L’obiettivo è lo stesso: valorizzare le eccellenze alimentari-culturali nel mondo, in questo caso lungo il percorso antico di Marco Polo, nel 2015 lungo le rive del grande fiume Po, certamente l’esempio più concreto di successo di come una area umida abbandonata è diventata la capitale mondiale della biodiversità, della biosfera alimentare e nutrizionale. Per questo il Grande Fiume Po è il candidato più autorevole per un unico MAB-Unesco della cultura del paesaggio enogastronomico.
Dal Po alla Seta è una evoluzione naturale, da Expo Milano a Expo Dubai. Anche questo rientra nella logica dei grandi progetti mondiali per promuovere il Paese Italia. L’esperienza di Unpoxexpo, ma anche di altri progetti Aikal, della dieta alimentare, dei parchi delle eccellenze in Cina, dei rapporti fra uffici turistici, il triangolo Venezia-Pechino-Dubai con molte similitudini comuni.
Aikal ripropone un progetto globale, non interventi a pioggia, per dare peso alle qualità nazionali, ben oltre un marchietto tricolore. Le imprese italiana a diretto contatto con i responsabili dei centri commerciali lungo la via della Seta.
Forse la più grande operazione e giro d’affari potenziale per il cibo e vino italiano.

 

Comolli, quali opportunità e prospettive per le aziende agroalimentari italiane?
Bisogna fare differenze, come sono diversi i grandi marchi dalle piccole aziende famigliari. Per Barilla e Ferrero ci può essere un Camper-Overland esclusivo, come pure per consorzi di tutela come Grana Padano, Prosciutto Parma, per Regioni e per cluster tematici dedicati al Riso italiano, ai Formaggi freschi, ai Salumi, ai Legumi. Viceversa un Caravan può essere diviso fra 5-7 piccole aziende artigianali. Sono camper attrezzati per incontri e assaggi da fare al momento… porta a porta… piatto a piatto.
Molta realtà, poca finzione e virtualità. La sosta in una capitale, in Serbia come in Iran, in Kazakistan come a Urunci, da Gansù a Xi’An, è dedicata a incontri BtoB. Alimentazione e turismo, cibo e vino, nutrizione e made in Italy sono i temi di ogni incontro, conoscenza per commerciare era il motto di Marco Polo, ancora così attuale e così importante per guidare le differenze e le omogeneità esistenti nei 14 nazioni attraversate.
Si è parlato molto di cibo e vino, la sua materia, Comolli?
Verissimo, per questo mi sento in prima linea. I miei rapporti con la Cina oramai risalgono al 2012 proprio in attesa di Expo Milano, ma in un comparto prettamente turistico, legato al grande progetto dei porti marittimi e fluviali messi in campo dalla Cina come strumento di collegamento e avvicinamento con l’estero. L’Italia è fra i primi partner progettuali già per quanto riguarda il mare, le ferrovie, gli aeroporti. I contatti con le camere di commercio in Cina sono strumenti di lavoro, di scambi fra imprese, di conoscenza dei prodotti. Il percorso inverso nel 2018 dalla Cina all’Italia sarà il banco di prova della attenzione degli imprenditori cinesi verso la nostra cultura alimentare e non solo. Devo ringraziare Chan Renai presidente Camera Commercio Marittima Italia-Cina, il progetto di Xi’an del polo del vino Great City, il programma dei Parchi dell’Eccellenza Italiana in partenza a Hangzhou, sede di Alibaba.
Comolli, come far aderire le imprese o enti Italiani?
Stiamo dettagliando i vari passaggi, ma l’idea è quella di fare un Tour nazionale di 8-10 tappe in Italia, in alcune Regioni, dal Lazio al Veneto, dal Piemonte alla Marche, con Emilia e Lombardia, nei primi tre mesi del 2017 incontrando il sistema imprenditoriale. In questo l’apporto di Assocameraestero e Unioncamere, come già sostenuto da Ferruccio Dardanello e da Giandomenico Auricchio, è il primo punto fermo, quindi i contatti con i presidenti dei diversi Sistemi Camerali Locale per coinvolgere le imprese, consorzi e associazioni. Poi avviene l’assegnazione e l’abbinamento per Cluster Prodotti o per Distretti Territoriali ad ogni Caravan-Camper.
Costo limitatissimo grazie al  know how creato in mezzo secolo dal deus ex machina di Overland, Beppe Tenti. I contatti sul territorio cinese sono cadenzati e garantiti da Yang Bo, direttore dell’ufficio nazionale del turismo cinese, una garanzia assicurata e preventiva del successo di scambi e di offerta opportunità. Un quadro allettante completato anche da costi limitati, molto vicini ai soli costi fissi e variabili del viaggio. Cosa importante soprattutto per le piccole aziende italiane.

 

Quali incontri e temi nei 14 paesi attraversati dalla carovana di camper?
Dipenderà dalle imprese e dagli enti partecipanti. Il tema base è l’alimentazione e in questo Italia e Cina hanno molto in comune in termini di creatività e storia nutrizionale. Certo cambiano enormemente materia prima, gusto dolce amaro,  ingredienti e tempi di cottura, porzioni e condimenti, spezie e presentazione ma ci unisce la biodiversità. Come in Italia il pane  è stato alimento base per secoli, in Cina lo stesso con un utilizzo e farine diverse, ma sempre un alimento che ha salvato generazioni. Così  anche per la pasta ripiena: in Italia con una biodiversità spinta all’eccesso magari nell’arco di 300 km ( penso ai tortelli lungo il fiume Po da Vercelli a Ferrara e tutte le interpretazioni locali, come pure alla pasta ripiena cinese che segna un percorso di 2500 km fra le montagne del nord senza mai modificare la ricetta storica.

 

Comolli, non solo Cina quindi, ma una serie di grandi mercati interessati alle eccellenze del paese di Marco Polo?
Certamente, il progetto si fermerà nelle diverse capitali lungo il percorso. Overland , Blu.Camp, Newtonlab garantiscono arrivi e contatti con i referenti principali locali. Ogni sosta sarà arricchita da momenti di incontro, assaggio, spiegazione, elaborazione, presentazione, certificazione e tracciabilità dei vari prodotti alimentari che le imprese partecipanti vorranno presentare. Queste soste sono fondamentali non solo per proporre e attivare commerci, ma soprattutto per spiegare e informare sul valore dei Dop e Doc italiani, tutelati in europa, prodotti con un brevetto collettivo e non individuale, prodotti secondo principi intellettuali e non solo industriali. Saranno temi alla base di tutto. Il presidente del CERS, Massimo Andreoli, ha attivato un insieme di contatti dal Consiglio d’Europa al Ministero Cultura e Turismo, dal Ministero dell’economia alle Regioni affinchè anche le tradizioni storiche diventino un fattore di riconoscmento e di abbinamento automatico con le Dop.

 

Non è cambiato molto, dai tempi di Matteo Ricci e Marco Polo, nell’approccio di conquista: la cultura per promuovere i commerci?
Non sono d’accordo. Il sottotitolo del progetto ben descritto da Ettore Bonalberti, presidente di Aikal,  parla da solo:”…cultura dell’alimentazione e della civiltà della tavola”. In questa definizione trovano posto non solo i prodotti Made in Italy, veri, aggiungo io, quelli che seguono una tracciabilità codificata e documentatae non quelli che stampano una bandierina tricolore (!), la dieta alimentare notoriamente unica che lega il mediterraneo e l’Italia con tutto il mondo, la biodiversità delle produzioni agricole abbinate alla biodiversità di ricette e piatti, ma anche le opere d’arte e di cultura tradizionale dei luoghi di origine e di produzione dei vari prodotti alimentari. Questa è la differenza dell’Italia da tutti gli altri: Alimento, Paesaggio, Arte.
In questa ottica è un nuovo approccio di commercio agroalimentare.

 

Tecnologia e multimedialità che contributo daranno?
Oggi i fattori interattivi, a 360 gradi, sono fondamentali. La carovana Overland è oramai un professionista nell’uso dei sistemi satellitari e multimediali per garantire sicurezza e portabilità dei percorsi. Il progetto avrà bisogno di strumenti di supporto, di conoscitori dei binomi e dei rapporti fra culture e civiltà diverse e in questo il parternariato di MTK-Metakom è una grande garanzie per le imprese, è il punto di riferimento per tutti gli strumenti di proposta e di offerta commerciale che deve precedere l’arrivo della carovana Camper nelle diverse capitali del Silk Road.  Certamente la Buona Tavola aiuta moltissimo anche nella individuazione dei sistemi innovativi tecnologici. Ma esperti sono necessari. Ben vengano proposte commerciali fra supporto multimediali e imprese interessate al commercio nei 14 paesi attraversati. Oggi si deve fare sistema reale e concreto, non a parole o con convegni o con autoreferenzialità.
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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