Vecchioni (Cia): “Senza la semina dei cereali, addio ai prodotti italiani”

Vecchioni (Cia): “Senza la semina dei cereali, addio ai prodotti italiani”

By Redazione

 

“L’analisi dei mercati cerealicoli italiano, europeo e mondiale non lascia adito a dubbi. Senza adeguati interventi di politica economica aumenta il rischio che i redditi
dei produttori non tengano più – afferma il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni – e che calino le semine di cereali, esponendo il nostro Paese ad una
maggiore dipendenza dall’estero.”

Tra flessione delle quotazioni ed aumento dei costi, evidenzia Confagricoltura, la produzione dei cereali in Italia per il 2009 appare già compromessa dal punto di vista dei
redditi.

I prezzi di grano tenero e grano duro si sono ridotti nell’ultimo anno rispettivamente del 36 e del 48 per cento. Per il mais la flessione è stata altrettanto marcata: con
un meno 39 per cento rispetto alla passata campagna. Parallelamente i costi di produzione del frumento sono aumentati in media tra il 24 ed il 31 per cento e oggi praticamente sono
inferiori rispetto al ricavo stimato per unità di prodotto (v. tabelle allegate).

“In queste condizioni – prosegue Vecchioni – o il Governo vara un piano di emergenza che punti a rimuovere i nodi economici del comparto, oppure gli agricoltori non
potranno garantire un’offerta adeguata al fabbisogno delle filiere. Con gravi ripercussioni sul piano occupazionale e della crescita del Paese.”

Queste, in cinque punti, le richieste e le proposte della Confederazione di Palazzo della Valle indirizzate al Governo:

1. chiedere in sede comunitaria deroghe specifiche alle norme in materia di aiuti di stato per poter varare contromisure in favore degli agricoltori idonee a controbilanciare gli
aumenti dei costi di produzione;

2. riordinare le procedure per la fissazione dei prezzi nell’ambito delle Borse merci. E’ necessario in particolare utilizzare criteri e parametri comuni e condivisi da
chi vende e da chi compra;

3. attivare, anche con il coinvolgimento degli operatori del mondo finanziario ed assicurativo, strumenti di garanzia del prezzo finale di vendita del prodotto;

4. intervenire sui prezzi di vendita dei mezzi tecnici (dai fertilizzanti all’energia), anche attraverso l’azzeramento delle accise per i produttori di seminativi
nonché la promozione di “filiere leggere” tra gli operatori e provvedendo ad un monitoraggio delle quotazioni;

5. stabilizzare le misure di fiscalizzazione degli oneri sociali per le aree montane e svantaggiate.

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