UNC: «Vendere il pane ad 1 euro come in Emilia Romagna»

Roma – Il prezzo del pane cresce costantemente ma non è giustificato dall’aumento delle materie prime: infatti il prezzo della farina, che oggi all’ingrosso costa 0,50
centesimi di euro (quella bianca), incide nel complesso solo per il 12-13%.

A dichiararlo è l’Unione Nazionale Consumatori che si domanda anche come sia possibile che un chilo di pane comune, che mediamente costa al panificatore 50 centesimi di euro di materia
prima, sia venduto mediamente a Milano a 3,56 euro, a Roma a 2,26 e a Bologna a 3,45 euro, come risulta dall’Osservatorio dei prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico.

Prendendo come esempio il prezzo al consumo di Roma, che si può considerare medio -prosegue la nota dell’associazione- emerge che dal prezzo della farina al pane aumenta di 4,5 volte,
che non è molto considerando i costi complessivi, ma diventa eccessivo in rapporto al prezzo medio al consumo di Milano (7,1 volte in più) o di Bologna.

«Eppure vendere il pane ad 1 euro si può -dichiara l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’associazione di consumatori- e l’accordo firmato in Emilia Romagna da
Mister prezzi con la grande distribuzione lo dimostra. Anzi, sarebbe opportuno esportare anche nelle altre 19 regioni italiane questa iniziativa».

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