UNC: i difficili rapporti tra Nato e Russia incidono sul futuro energetico italiano

 

Grande preoccupazione in merito alla carenza di fonti di approvvigionamento energetico è stata espressa dal segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimo
Dona.

Dona, in particolare, ha ricordato che “il futuro energetico dell’Italia dipende notevolmente dal gas fornito dalla Russia” e che il nostro Paese, essendo membro della
Nato, deve assolvere al compito di “di salvaguardare i comuni valori di democrazia e libertà individuale in tutta l’area euro-atlantica”.

La situazione, dunque, si complica, se si considera che la Russia ha reso nota l’intenzione di schierare una batteria di missili anti-scudo Usa nella regione di Kaliningrad al
confine con la Polonia.

“Come conciliare i difficili rapporti tra Russia e Nato con il nostro sistema di approvvigionamento energetico?”, ha domandato Dona.

“Il nostro fabbisogno di gas è soddisfatto per oltre il 30 per cento dal metano russo: non è difficile prevedere cosa succederebbe – ha concluso il
segretario dell’UNC – se la crisi con la Georgia si dovesse allargare all’Ucraina in assenza del gasdotto South Stream voluto da Eni e Gazprom, che tra tre anni dovrebbe
portare una parte del gas russo fino ad Otranto aggirando proprio l’Ucraina?”.

Leggi Anche
Scrivi un commento