Unaprol, missione contro i falsi d’olio d’oliva
25 Settembre 2012
Una missione comune contro le contraffazioni alimentari che interessano l’olio d’oliva italiana.
Pietro Sandali, direttore Generale Unaprol, è volato in Olanda per presenziare al meeting OPSON dell’Aja, promosso da Europol l’agenzia anticrimine del’Unione Europea divenuta operativa
dal luglio del 1999.
La situazione di partenza non è positiva. Le cifre in ballo sono importanti. In generale, il giro d’affari del falso olio tocca quota 100 milioni di Euro. I suoi danni interessano un
patrimonio ambientale di 250 milioni di piante, mettendo a rischio un settore lavorativo per 50 giornate l’anno e 2 miliardi di euro di prodotto lecito.
In base alle recente indagine di Agromafie, le contraffazioni più frequenti sono essenzialmente di tre tipi. La prima, mescolanze di oli stranieri e di minor valore spacciate come
prodotti Made in Italy.
Inoltre, l’uso di pubblicità ambigue (o false) che non rispettino i parametri chimici. Infine, l’uso di immagini, parole o concetti che rimandano al prodotto nostrano pur offrendo in
realtà un olio nato oltreconfine. Ed in tutto questo Internet ed il suo potenziale di comunicazione giocano un ruolo fondamentale.
Contro tali versioni dell’agropirateria, Unaprol si è legata al protocollo d’intesa di Coldiretti con le forze dell’ordine, pensato per prevenire e reprimere tale forme di frode.
Tra le iniziative, spicca la formazione, durata 3 anni, di esperti assaggiatori d’olio d’oliva scelti tra Carabinieri dei Nac, NAS, spettori del corpo Forestale dello Stato e dell’ICQRF del
Ministero delle Politiche Agricole.
Matteo Clerici




