Operazione “Estate sicura”: Senza sosta il lavoro dei NAC contro le frodi alimentari

Operazione “Estate sicura”: Senza sosta il lavoro dei NAC contro le frodi alimentari

In concomitanza con la stagione estiva avviata nella fase cruciale del mese di agosto, i NAC, Nuclei Antifrodi Carabinieri del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari hanno
intensificato le attività di vigilanza sulle produzioni agroalimentari, attivando una fitta rete di controlli che hanno puntato l’attenzione sulla tracciabilità e sulla
etichettatura dei prodotti agroalimentari, nonché sulla commercializzazione dei prodotti con marchi di qualità, DOP, IGP, STG.

In particolare l’azione dei Nuclei Antifrodi Carabinieri, che hanno operato su tutto il territorio nazionale anche in collaborazione con i Comandi Territoriali dell’Arma e con l’Ispettorato
Tutela Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, è stata rivolta a verificare principalmente le norme sulla comunicazione
commerciale ingannevole, in attuazione della più recente normativa comunitaria che vieta l’evocazione di marchi di qualità e l’utilizzo di indicazioni suggestive e fuorvianti,
specie con riferimento a claims salutistici e nutrizionali inappropriati o contenenti denominazioni non corrispondenti ai luoghi di origine e produzione.

In questo ambito i controlli sulla tracciabilità nel settore oleario svolti dai NAC in Liguria ed Emilia Romagna hanno consentito di sottoporre a sequestro oltre 2600 litri di olio di
oliva extravergine d’oliva con etichettatura ingannevole in quanto il prodotto recava tra l’altro un acronimo che si confonde con il marchio DOP e può indurre in errore il consumatore
medio.

Inoltre presso diversi centri di ristorazione di alcune delle principali località turistiche della riviera veneta, romagnola e ligure, è stata posta particolare attenzione ai
prodotti tutelati in vendita, e sono state contestate sanzioni amministrative ad esercenti che proponevano al consumo olio d’oliva in contenitori non etichettati.

L’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato (Antitrust) è stata interessata invece per un caso di comunicazione commerciale ingannevole che ha riguardato la
commercializzazione anche nella grande distribuzione organizzata di conserve di pomodoro con il marchio registrato di una nota zona geografica della Campania, quando in realtà, con
caratteri più piccoli e non facilmente leggibili, si trattava di pomodori prodotti in altra Regione. La stessa Autorità Garante è stata attivata anche per la
commercializzazione nella grande distribuzione organizzata di “filetti di merluzzo” di noti marchi pubblicizzati quali “merluzzo” o “nasello” di provenienza mediterranea quando in realtà
ai controlli dei NAC sono risultati provenienti dall’Atlantico.

Il sequestro significativo di oltre 5 tonnellate di prodotti alimentari ha riguardato poi l’azione svolta dai NAC a tutela del Pistacchio DOP: l’attività sviluppata nei mesi scorsi e
conclusasi in questi giorni ha visto un’ estesa campagna di controlli di filiera svolti in Nord Italia e nella Regione Sicilia per verificare la reale provenienza del prodotto utilizzato nelle
preparazioni alimentari (salse e prodotti dolciari in genere). Tre titolari di importanti ditte di importazione, lavorazione e commercializzazione sono stati indagati per frode nell’esercizio
del commercio e contraffazione di prodotto a denominazione di origine per aver falsamente indicato in etichetta l’utilizzo di Pistacchio Verde di Bronte DOP, ma utilizzando in realtà
pistacchio di origine greca, siriana e californiana. Gli stabilimenti di produzione sono stati localizzati nella provincia di Catania mentre i prodotti contraffatti sono stati individuati in
una catena della grande distribuzione con sede amministrativa in provincia di Bologna.

Le accurate analisi di rischio hanno permesso ai militari di effettuare altri sequestri e verifiche ispettive presso aziende agricole, centri di ristorazione, depositi alimentari e
supermercati. In Roma e provincia sono stati operati controlli sulla tracciabilità ed etichettatura su 500 prodotti etnici di provenienza indiana in negozi gestiti da cittadini pakistani
e del Bangladesh riscontrando violazioni per la vendita di prodotti ortofrutticoli sfusi con l’omessa indicazione della varietà, categoria e qualità.

Nelle province di Napoli, Salerno, Caserta e Avellino, sono state sequestrate presso alcuni supermercati, confezioni di formaggio e tranci di mortadella evocanti in etichetta i marchi DOP del
Grana Padano DOP, Caciocavallo Silano DOP e Mortadella IGP, senza le previste autorizzazioni. Inoltre nel salernitano, in un caseificio, sono state sequestrate numerose buste per il
confezionamento di prodotti alimentari indicanti la falsa evocazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP. Altre violazioni riscontrate hanno riguardato il sequestro di prodotti ittici
congelati senza indicazioni sulla tracciabilità, e la falsa evocazione di prodotti ortofrutticoli DOP.

Le indagini dei Nuclei Antifrodi Carabinieri sulla contraffazione dei prodotti di qualità hanno poi riguardato anche il falso Made in Italy prodotto all’estero: il Comando Carabinieri
Politiche Agricole e Alimentari ha infatti attivato la rete di cooperazione internazionale di polizia di Interpol per contrastare la contraffazione del “vino Amarone della Valpolicella DOC” in
Danimarca, ove è risultata posta in commercio una linea di produzione integralmente “clonata” nelle indicazioni del tipo di vino, del marchio, e della denominazione dell’ azienda
realmente esistente e produttrice del vino “Amarone” nel Veneto.

Va pure ricordato che nel mese di luglio i Nuclei Antifrodi Carabinieri hanno portato a termine un’operazione contro la diffusione nel mercato agroalimentare di fitofarmaci illegali: sono stati
sequestrati oltre 200 tonnellate di agrofarmaci (formulati e sostanze attive), per un giro d’affari stimato in oltre 2.000.000 di euro solo nell’ultimo anno. Ventiquattro persone coinvolte sono
state colpite da provvedimenti restrittivi per i reati di associazione per delinquere, contraffazione di prodotti industriali, ricettazione, riciclaggio e abusiva commercializzazione di
agrofarmaci. L’inchiesta, nata nell’ambito di alcuni controlli sulla tracciabilità dei prodotti biologici, ha evidenziato una fitta rete di commercializzazione illegale di prodotti
fitosanitari contraffatti e/o di provenienza furtiva – irregolari, riconducibile ad un gruppo criminale ben organizzato e strutturato su una rete commerciale internazionale e nazionale che ha
approvvigionato ingenti quantitativi di “sostanze attive”, in parte non commercializzabili in Italia ed in alcuni casi in tutta Europa.

Anche per contrastare tali fenomeni criminali la corretta indicazione in etichetta dei marchi e della tracciabilità del prodotto è una condizione essenziale per garantire la
qualità alimentare. I controlli del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari sono rivolti a sensibilizzare gli operatori commerciali che non osservano le regole comunitarie
sulla tracciabilità affinché ricordino che possono incorrere nelle più gravi sanzioni penali previste dalla frode in commercio, ed essere segnalati anche per le misure
interdittive dell’esercizio d’impresa previste dal D.Lgs. 231/2001 e, nel caso siano destinatari di finanziamenti comunitari o pubblici, anche per le azioni di recupero per averli indebitamente
percepiti.

I NAC ricordano agli operatori del settore e ai consumatori che possono inoltrare richieste di informazioni o segnalazioni di sospetta irregolarità alla casella di posta elettronica
ccpacdo@carabinieri.it , oppure contattare il numero verde 800 020320. Per informazioni generali i consumatori possono consultare il sito istituzionale del Reparto sul link www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/consigli/tematici/. Per i casi più gravi e urgenti il cittadino può
sempre rivolgersi ad una delle oltre 4600 Stazioni Carabinieri diffuse su tutto il territorio nazionale.

Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari Nuclei Antifrodi Carabinieri
Il decalogo per il consumatore…

  1. Ricorda che l’etichetta è la “Carta d’identità” degli alimenti. Diffida di quelle con scritte minuscole e poco chiare soprattutto sull’origine dei prodotti.
  2. Le etichette più corrette sono quelle che garantiscono le migliori condizioni di conoscenza di un prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e
    caratteristiche del prodotto.
  3. Per i prodotti alimentari esteri, ricorda che per essere commercializzati in Italia devono essere osservate le stesse regole, l’etichettatura deve essere in lingua italiana e deve essere
    bene individuato l’importatore e/o lo stabilimento di lavorazione nazionale.
  4. Per i prodotti senza etichetta ( es. vendita ai banchi di pesce, carni, prodotti ortofrutticoli) il venditore è comunque tenuto ad esporre indicazioni obbligatorie tra cui quelle
    sulla provenienza.
  5. Fondamentale è il controllo della data di scadenza, delle indicazioni sulle modalità di conservazione e del termine di consumo dall’apertura del prodotto confezionato.
  6. Per orientarti sulla genuinità dei prodotti, puoi avvalerti del sistema dei marchi di qualità previsti dall’Unione Europea (DOP, IGP, STG e “Biologico”). Ricorda che gli
    alimenti “geneticamente modificati” (detti comunemente transgenici oppure “OGM”) sono riconoscibili per l’indicazione in etichetta o nell’elenco degli ingredienti.
  7. Accertati che le confezioni e gli imballaggi siano integri. In particolare, verifica che nei prodotti in scatola non vi siano parti gonfie o schiacciate e che al momento dell’apertura non
    fuoriescano bollicine o gas particolari. Affidati anche ai tuoi sensi: olfatto, gusto e tatto ti aiuteranno a scongiurare spiacevoli sorprese.
  8. Sii sempre molto cauto negli acquisti on line e nelle vendite “porta a porta”: se non ricevi notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio etc.) del venditore,
    considera che potresti incorrere in una truffa.
  9. Diffida dei luoghi di vendita che non appaiono salubri e sono trascurati nell’ordine e nella pulizia. Ricorda e fai osservare l’obbligo di utilizzare i guanti a perdere nella manipolazione
    di alimenti non preconfezionati, aperti in banchi per la vendita, al fine di evitare possibili contaminazioni batteriche (prodotti orto-frutticoli, paste alimentari, ecc.).
  10. Non dimenticare le norme generali di igiene per la sicurezza alimentare della famiglia.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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