Una firma per il futuro di Viverone

Biella – Il futuro del lago di Viverone ma anche il futuro del Biellese, è una firma importante quella di oggi nella sala Maria Bonino della Provincia: sul tavolo
l’accordo di programma per la bonifica del bacino e il piano di risanamento delle acque.

Lo hanno firmato Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, Sergio Scaramal, presidente della Provincia di Biella, l’assessore della Provincia di Torino Salvatore Rao e il sindaco di
Viverone Giulio Monti. Presenti anche gli assessori all’ambiente Nicola De Ruggiero (Regione) e Davide Bazzini (Provincia).
In sintonia gli interventi di Bresso e Scaramal: «L’impegno sul lago di Viverone ci ha visti lavorare insieme da subito, convinti come siamo che questo bacino, e con esso tutti i laghi
minori piemontesi, sono un patrimonio notevole dal punto di vista paesaggistico, naturale e turistico. Perciò siamo lieti oggi di consolidare questo traguardo con la firma di un accordo
che punta a valorizzare al meglio quest’area importante del Biellese».
Il piano d’azione per il risanamento del lago nato dalla precedente fase di studio individuava 3 fronti principali: miglioramento della rete fognaria, interventi sull’uso del suolo agricolo,
impiego di fertilizzanti e tutela della vegetazione, contenimento delle idrofite (piante acquatiche).

Vediamo come.
Il principale problema di Viverone è l’eccessiva eutrofizzazione (un processo che modifica l’equilibrio biologico delle acque e l’habitat naturale) che comporta, tra l’altro, il
proliferare di piante che ostacolano la fruizione delle rive, la balneazione e la navigazione.

Negli ultimi anni, la Provincia ha affrontato il problema con sfalci mirati nelle zone critiche e maggiormente interessate dal turismo. Un rimedio non risolutivo. Lo sfalcio
infatti permette di raccogliere le piante solo nello strato d’acqua compreso tra la superficie e fino a 2 metri di profondità. L’estirpazione sarebbe più incisiva e consentirebbe
di contenere la crescita per più anni dopo l’intervento, ma avrebbe un impatto maggiore sull’ecosistema; quindi per ora, in mancanza di studi approfonditi, non si è presa in
considerazione.

Le altre misure, di possibile futura attuazione ma non finanziabili al momento, sono di tipo ambientale e agricolo. Quindi, la costruzione di una fascia tampone lungo le rive
del lago e dei corsi d’acqua afferenti con funzione di filtro, l’inserimento di piante selezionate e l’approfondimento degli studi della falda che interessa il bacino per definirne meglio le
dinamiche.

In ambito agricolo, è allo studio l’utilizzo di mais micorizzato, una varietà del cereale capace di produrre un batterio che, ricavando azoto dall’aria, permette
di evitarne l’uso per la concimazione. L’azoto, infatti, è nocivo a causa dei nitrati che apporta alle acque.

L’intervento più efficace previsto dal piano è il rifacimento di tutto il collettore fognario intorno al lago. Un lavoro complesso, che richiede una programmazione pluriennale e
investimenti cospicui in parte già previsti nell’Intesa tra Regione e Provincia di Biella.

«Grazie agli interventi condotti fino a oggi – ha detto De Ruggiero – le acque del lago hanno recuperato una salubrità che pareva andata perduta. Si può dire che il primo
ambizioso obiettivo che avevamo in mente per Viverone, vale a dire la balneabilità, è stato raggiunto. Il che conferma che siamo sulla strada giusta».

Lo studio è stato redatto grazie a una collaborazione sottoscritta nel 2004 fra le Province di Biella e Torino, Regione Piemonte, Arpa, Cnr – Istituto per lo studio degli ecosistemi di
Pallanza, Consorzio Ovest Sesia Baraggia, Autorità d’ambito territoriale ottimale del Biellese, Vercellese, Casalese, Sii Spa, Autorità d’ambito territoriale ottimale del
Torinese, Smat Spa.
Oltre agli interventi già programmati, la riqualificazione globale del lago dovrà essere indirizzata e pianificata. Un passo importante in questa direzione sarà il
«Contratto di Lago», che recepisce gli obiettivi del Piano di tutela delle acque della Regione Piemonte e prevede la collaborazione tra tutti i soggetti pubblici e privati
coinvolti.
«Si tratta di una misura poco nota in Italia – ha detto Bazzini – ma di grande portata innovativa. Viverone riveste importanza strategica da almeno 4 punti di vista: il paesaggio, la
natura, il turismo e l’agricoltura. Riunire tutti questi elementi in una sola struttura operativa capace di valorizzarli e integrarli al meglio consentirà di programmare e gestire
più efficacemente gli interventi con la partecipazione di tutti e di ottenere risorse adeguate grazie alla possibilità di rifinanziare il contratto anno per anno».
Il bacino di Viverone rappresenta il Biellese nella Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze nel 2000 da dodici stati europei, candidandosi a diventare un modello di
sostenibilità e di perfetta integrazione fra strutture produttive e turistiche e l’ambiente circostante.
La Provincia di Biella aderisce alla Recep (Rete Europea della Convenzione sul paesaggio) di cui già fanno parte la Regione Piemonte e alcune province italiane.

L’Accordo di programma sottoscritto questa mattina dura fino al 31 dicembre 2009. Coinvolge, oltre alla Provincia di Biella, la Provincia di Torino, la Regione Piemonte e il Comune di Viverone,
l’Autorità d’ambito territoriale ottimale del Biellese, Vercellese, Casalese, e la Sii Spa Servizio Idrico Integrato del Biellese e del Vercellese. La Provincia di Biella è l’ente
capofila del progetto.
L’Intesa istituzionale di programma è uno strumento di programmazione negoziata che definisce le scelte strategiche e gli interventi prioritari per lo sviluppo territoriale: tra Regione
Piemonte e Provincia di Biella è stata sottoscritta il 5 giugno 2006.
Per la bonifica del Lago di Viverone è previsto un contributo regionale di 1 milione di euro per attuare due dei tre punti principali: il contenimento delle idrofite e la
riorganizzazione funzionale del sistema di smaltimento degli scarichi dei vari comuni.
Nel dettaglio sono previsti stanziamenti per 375 mila euro per il contenimento delle idrofite e la tutela della vegetazione e 625 mila euro per la riorganizzazione del sistema di smaltimento.
La spesa totale prevista è di 1 milione e 600 mila euro, questi ultimi saranno coperti dall’Ato 2.

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