Parchi, Boni: «norma stralciata torna in Commissione»

Milano – «Nessuna legge ammazzaparchi, la norma non ha questo obiettivo, tanto che ora tornerà in Commissione, in vista dell’approvazione della nuova legge sui
parchi» lo ha detto oggi l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, nel corso di una conferenza stampa con Milena Bertani, presidente del Parco del Ticino, in
riferimento alle modifiche alla legge n. 12 sul governo del territorio contestate dalle opposizioni in Consiglio regionale.

«L’emendamento all’ articolo 13 – ha detto Boni – rappresenta una norma di arbitrato su contenziosi che possono avvenire tra ente locale e ente gestore di parchi». L’emendamento
prevede, infatti, che nel caso in cui l’ente gestore di un parco, entro 90 giorni dalla richiesta del Comune, non adotti una proposta di variante valutata congruente con gli indirizzi generali
previsti dal Ptc (Piano territoriale di coordinamento) del parco e con le previsioni del Ptpr (Piano territoriale paesaggistico regionale) e del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento
provinciale), la Regione su richiesta del Comune può sostituirsi all’ente gestore nell’adozione della variante al Ptc del parco, unicamente per individuare le zone di interesse comunale
proposte dal Comune e di definirne gli indirizzi di attuazione compatibili con quanto previsto dal Ptpr.

«Ne è uscita un’immagine distorta dell’effettivo valore dell’emendamento – ha detto l’assessore – perché con questa norma non permettiamo certo ai sindaci di costruire in
aree vincolate. Sarà nostra premura, ora, avviare un lavoro di garanzia con i presidenti dei parchi, che incontreremo il 19 marzo prossimo, per condividere insieme il senso di queste
disposizione, affinché divengano strumento di mediazione rispetto ai contenziosi territoriali». «Nessuno vuole cementificare i parchi – ha ribadito Boni – ma dare compiutezza
alle scelte di un Comune intervenendo solo in fase di contenzioso tra il Comune stesso e l’ente parco».

Posizione condivisa dalla presidente del Parco del Ticino, Milena Bertani: «L’emendamento attribuisce un ruolo chiave all’Amministrazione comunale, che può presentare istanza di
variante per il territorio soggetto alla sua competenza pianificatoria purché la proposta sia conforme a tutti i Piani territoriali sovraordinati. La Regione si sostituisce all’Ente
gestore del parco, su richiesta del Comune, solo qualora il parco non adotti la proposta di variante valutata in linea sia con gli indirizzi generali previsti dal suo Piano Territoriale di
Coordinamento sia con le previsioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale e del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Ecco perchè non ritengo questa norma
ammazzaparchi».

«Come possono i sindaci del Parco del Ticino – ha aggiunto Milena Bertani – che hanno sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità ambientale rispetto a tutte le proposte
calate sul loro territorio, giudicate di interesse nazionale, non utilizzare gli stessi criteri e gli stessi metodi quando si tratta di decisioni che li investono in prima persona? Come si
può chiedere la Vas (Valutazione ambientale strategica) per le grandi opere che, se non ricondotte a un procedimento di valutazione ambientale, potrebbero vanificare l’esistenza del
parco e poi chiedere al parco di approvare varianti territoriali non conformi al suo Piano?».

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