Geologi e ingegneri studiano la resistenza ai sismi dell'argine destro del fiume Po tra Boretto (Re) e Ro (Fe)
5 Marzo 2008
Bologna – Una task force per l’argine destro del fiume Po, geologi e ingegneri dei diversi enti coinvolti lavoreranno insieme nei prossimi due anni alla verifica sismica
dell’argine destro del fiume Po lungo il tratto di circa 90 km compreso tra Boretto (RE) e Ro (FE).
La recente approvazione da parte della Giunta regionale della convenzione (la cui firma è prevista entro la metà di marzo) tra Autorità di Bacino del Fiume Po, Regione
Emilia-Romagna, Regione Lombardia e Agenzia Interregionale per il Fiume Po avvia questo innovativo studio nel campo della sicurezza territoriale e della prevenzione del rischio sismico.
«Finalmente il fiume Po si sta imponendo come grande questione nazionale da diverse parti», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza territoriale, Difesa del suolo e della
costa e Protezione civile Marioluigi Bruschini, che ha fortemente sostenuto il progetto. «Al recente stanziamento di 180 milioni di euro da parte del CIPE per il «Progetto Valle del
Fiume Po» volto al miglioramento economico e ambientale del territorio attraversato dal grande fiume, si accosta ora questo studio tecnico di assoluta avanguardia che valuta la
solidità degli argini maestri in caso di sisma».
La scelta del tratto di argine sottoposto a verifica sismica è motivata dal fatto che i 90 km in esame sono ricompresi nei comuni a maggiore pericolosità sismica della zona (zona
3 secondo la classificazione sismica vigente). La sicurezza di questi territori è affidata all’efficacia del sistema delle arginature, che devono essere in grado di contenere le piene,
ma anche capaci di resistere alle sollecitazioni sismiche. Lo studio è stato finanziato dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale che ha assegnato all’Autorità di Bacino
del Fiume Po due milioni 190mila euro per tutte le verifiche necessarie.
L’indagine sismica, che riguarderà l’argine destro del fiume Po e i territori protetti da questo, è il primo studio a livello di bacino padano, ma anche su scala nazionale, che si
pone l’obiettivo di valutare in dettaglio tutti gli elementi che concorrono a determinare la stabilità delle arginature. Poco si sa infatti degli effetti che sismi, anche di bassa
intensità ma ripetuti nel tempo, possono avere sulla tenuta degli argini alle piene. Al centro dello studio ci saranno infatti le conseguenze provocate dai terremoti, anche di piccola
intensità ma ricorrenti, sulla solidità delle arginature rispetto alle successive piene. Il comportamento di una struttura dipende anche dalle caratteristiche geotecniche e
stratigrafiche del suolo di fondazione, dalla posizione della falda acquifera e dai caratteri morfologici del territorio: per questo lo studio si occuperà anche di valutare l’influenza
di questi fattori e contribuirà ad arricchire il patrimonio di conoscenze sul sottosuolo e sugli acquiferi padani.
La complessità e l’articolazione dei temi affrontati richiede un approccio fortemente interdisciplinare e il coinvolgimento di geologi e ingegneri del Servizio geologico sismico e dei
suoli della Regione Emilia-Romagna, dell’Unità organizzativa tutela e valorizzazione del territorio della Regione Lombardia, dell’Autorità di Bacino del Po e dell’Agenzia
Interregionale per il fiume Po (AIPO) che da anni svolgono indagini sismiche e geotecniche sui corpi arginali e sui terreni di fondazione. Il coinvolgimento dei tecnici dei diversi enti
firmatari della convenzione, insieme ad esperti provenienti da istituti universitari e da enti di ricerca, consentirà di condividere le conoscenze di base già disponibili, di
provvedere ad un loro aggiornamento e di costituire un ampio quadro conoscitivo necessario per la definizione di una strategia integrata e complessiva di messa in sicurezza del territorio. Le
conclusioni dello studio saranno presentate in un rapporto finale in cui saranno descritte le fasi di lavoro, i dati, i metodi di analisi e i risultati. In particolare, saranno segnalati i
tratti di argine a maggiore pericolosità e vulnerabilità e saranno proposti interventi per la messa in sicurezza.





