Una domenica a tutto gusto a Morimondo (MI)

Una domenica a tutto gusto a Morimondo (MI)


Certosa di Pavia – Laboratori del gusto, dimostrazioni, degustazioni dell’oro bianco ma anche le eccellenze food&wine del Pavese: questo il programma che la pro loco di
Morimondo propone a enogastronauti, fooders e golosi grandi e piccini per domenica 22 Aprile 2012.


Una domenica a tutto gusto che nasce da una tradizione che si perde nel tempo. Il calendario ambrosiano vuole che il 23 Aprile si celebri San Giorgio, patrono dei lattai: mandriani e venditori al
dettaglio proprio in questo giorno dell’anno usavano firmare i contratti di fornitura del latte. La storia ci racconta poi di un’altra tradizione: i contraenti festeggiavano l’accordo
“dolcemente”, con del pan de mej ai fiori di sambuco (che sembra sboccino proprio in questo periodo dell’anno) appositamente preparato per l’occasione e accompagnato da panna liquida che i lattai
regalavano a propri clienti.


La Pro Loco di Morimondo propone un tuffo nel passato con laboratori del gusto e dimostrazioni di come si prepara il formaggio. Ci saranno inoltre banchi di degustazione e vendita con i prodotti
caseari delle cascine lombarde: formaggi, latte, yogurt a filiera corta.


Tra gli ospiti, inoltre, non mancherà il Mercatino della Certosa di Pavia in veste di vetrina delle eccellenze food&wine del triangolo d’oro del gusto rappresentato da
Lomellina, Oltrepò e Pavese. Zona altamente vocata all’enogastronomia con i suoi vini DOC, i salumi e i formaggi.


Salame d’oca, salame di Varzi, i pluripremiati vini DOC dell’Oltrepò Pavese, riso biologico del Pavese, salse, marmellate, miele e dolci tipici quali le offelle di Parona. E, ovviamente, i
formaggi, veri protagonisti di questa giornata. Dal produttore al consumatore per una realtà che si caratterizza per fiducia e famigliarità come il negozio sotto casa di una volta.


Un’occasione per coniugare al piacere del buon cibo quello della meraviglia di trovarsi in un luogo bellissimo e carico di storia e spiritualità come l’abbazia di Morimondo, gioiello
dell’architettura romanica lombarda.



Domenica 22 Aprile 2012
Dalle 9 alle 18
Morimondo (Mi), piazza San Bernardo
Ingresso gratuito
www.prolocomorimondo.eu



L’Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre
(da “mora”, parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di
Morimondo. 


Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l’austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è
attribuito il merito di aver intrapreso l’opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L’esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico-lombardi.
La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a
cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L’interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con
transetto e abside rettangolare.


Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a
Morimondo nel 1490, all’intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522. Si compone di 70 stalli divisi in 2 ordini; negli scranni sono raffigurati motivi simbolici.Sul fianco
destro della chiesa si apre il chiostro, dove affacciano le varie parti del monastero, più volte riprese e rimaneggiate nel tempo. Il lato est è il piu’ antico, con la sala
capitolare, il sovrastante dormitorio, il “parloir” e la “sala di lavoro” dei monaci. Sul lato sud si affacciano il “calefactorium” (unico locale riscaldato) e il refettorio. L’ala dei conversi,
lato ovest, è quella che ha subito maggiori trasformazioni.



Redazione Newsfood.com+WebTv





Leggi Anche
Scrivi un commento