Udine: Sanità – La promozione delle lingue minoritarie, in particolare del friulano, ha dato ottimi risultati

 

Udine – “L’esperienza di comunicazione in lingua di minoranza, in particolare in friulano, nei rapporti tra pazienti e struttura sanitaria portata avanti dall’Ass 4 ‘Medio
Friuli’ in questi anni, dimostra nei fatti che con tecniche efficaci, linguaggi visivi e comunicativi appropriati, i risultati sono tangibili. Questo, dunque, è un percorso che
va continuato ed anzi inserito in fase di definizione del programma quinquennale di politica linguistica con il quale la Regione porrà obiettivi e priorità a medio e lungo
termine per la promozione della lingua friulana”.

E’ questo l’indirizzo che l’assessore regionale alla Cultura, formazione ed istruzione, Roberto Molinaro, ha voluto rimarcare, al termine dell’incontro “Lenghis in salût – Jeziki
prizdravju – Lingue in salute”, promosso a Udine dal Servizio regionale identità linguistiche, culturali e corregionali all’estero e dal Servizio Medicina sociale del
Dipartimento di prevenzione dell’ASS Medio Friuli, per affrontare l’uso delle lingue minoritarie nella comunicazione sociale e sanitaria, alla luce dell’esperienza maturata in questi
anni da parte della stessa Azienda sanitaria.

“L’incontro – ha spiegato Molinaro – si inserisce in un programma di approfondimento nel quale desideriamo mettere in evidenza alcune buone pratiche nel settore della promozione delle
lingue minoritarie, in particolare del friulano. L’obiettivo è quello di fare il punto su quanto fatto finora per capire i futuri spazi di manovra. In questo contesto, affrontare
il diritto alla salute e il diritto all’uso della propria lingua madre rappresenta un punto tra i più salienti”.

Ad illustrare le politiche comunicative dell’Azienda sanitaria 4 – la più vasta e complessa della regione e quella dove insiste la maggioranza della popolazione friulanofona –
sono stati il direttore generale, Giorgio Ros, il responsabile del Servizio Medicina Sociale, Guglielmo Pitzalis, e Maria Cristina Novelli, responsabile del Servizio comunicazione
esterna, interna, marketing, Urp.

Gli interventi, moderati dal direttore del Silce, Servizio regionale identità linguistiche, culturali e corregionali all’estero, Marco Stolfo, hanno ripercorso politiche e scelte
comunicative concrete (tante le campagne illustrate e che hanno promosso screening mammografici, vaccinazioni antinfluenzali, lotta all’Aids, alla legionella, fino agli studi sull’uso
del friulano in oncologia per attenuare il dolore o la creazione di un dizionario tecnico per i medici) e che hanno dimostrato nel tempo come l’uso delle lingue minori consenta un reale
e sentito avvicinamento nel rapporto tra medico e paziente, tra utente e struttura sanitaria.

“Le lingue materne sono strategiche per creare un rapporto più vicino con l’utente. Bastano anche poche espressioni scambiate con l’operatore sanitario per dare l’impressione ai
cittadini di potersi esprimere con più facilità e familiarità e per consentire un flusso di informazioni più chiare e dirette”, ha fatto notare Maria
Cristina Novelli.

Quello di “accorciare le distanze tra utenti e struttura” è un imperativo a cui una struttura sanitaria pubblica e territoriale deve del resto tenere particolarmente in conto. Un
imperativo che è proprio ben chiaro nella programmazione delle iniziative intraprese e illustrate da Guglielmo Pitzalis.

“Ci siamo resi conto con l’esperienza – ha spiegato il responsabile del servizio di Medicina Sociale dell’Ass 4 – che il friulano è realmente la lingua della complicità e
del cuore tra medico e paziente. Per questo abbiamo lavorato a molte campagne di marketing sociale utilizzando i contributi della legge 482 per il friulano e lo sloveno e che hanno
vinto anche riconoscimenti nazionali, oltre ad organizzare molti corsi di formazione linguistica per i nostri dipendenti, da ultimo – ha illustrato Pitzalis – quello avviato da poco
nelle sedi di Udine, Codroipo, Cividale, San Daniele e Tarcento e che coinvolgerà 61 infermieri, 21 sportellisti, 22 medici”.

Un’iniziativa, quest’ultima, che ha riscontrato il plauso dell’assessore Molinaro, che si è complimentato per il centinaio di operatori sanitari impegnati in un percorso di
formazione sul friulano.

“Ci impegneremo per dare continuità e sostegno a questi percorsi già strutturati e che dimostrano che si è sulla strada giusta per la promozione della lingua
friulana. Chi pensava che la parziale impugnazione della legge regionale sul friulano significasse uno stop al sostegno di iniziative importanti si sbagliava. Anzi, l’amministrazione
regionale desidera mettere a sistema proprio le migliori pratiche nel settore della promozione linguistica”, ha concluso Molinaro.

 

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