Tutelare la nostra salute è un Diritto, tutelare la salute dei nostri ragazzi è un Dovere

Tutelare la nostra salute è un Diritto, tutelare la salute dei nostri ragazzi è un Dovere

Padova, 7 maggio 2013

Benito Mantovani non sopporta soprusi di nessun tipo e quando ha letto la notizia che 132 bambini erano rimasti intossicati dalla frutta avariata, (data alle 10 del mattino… pomodorini
ciliegino ??), è saltato su tutte le furie e ha inviato una newsletter a tutta la sua mailing list per sollevare almeno un po’ di indignazione. Come lui sono nonno anch’io, e anch’io non
sopporto che i nostri giovani siano vittime di gente con pochi scrupoli che pensa solo al Dio Denaro.

Non potendo prendere una clava e farmi giustizia da solo, mi unisco alla  protesta  di Benito che pubblico volentieri su Newsfood.com

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Da: “isaramanti@libero.it”  
Oggetto: FRUTTA E VERDURA NELLE SCUOLE – VERGOGNA!
Data: 07 maggio 2013 09:35:51 CEST
 

Ma senti Questa!
di Benito Mantovani
Lettera aperta
Ciliegini a merenda, intossicati 132 alunni di 6 scuole dell’Alta

Il preside di Piombino: «Quei pomodorini erano marci» Due bambini all’ospedale, ispezione sanitaria dell’Usl 15
di Giusy Andreoli. (Il
Mattino di PD 4 maggio 2013)

PIOMBINO DESE. Bruciore alla gola, nausea, vomito, crampi addominali:
132 scolari di 6 elementari si sono sentiti male giovedì dopo avere fatto merenda con i pomodorini confezionati il 27 aprile e fatti arrivare da un distributore convezionato di Monselice
nell’ambito del progetto della Comunità europea “Frutta nelle scuole”, che dovrebbe incentivare il consumo di frutta e verdura.
Due sono stati anche portati al Pronto soccorso, scuola o riconsegnati anzitempo ai genitori. Qualche bambino ha avuto un attacco di vomito sul bus scolastico. I pomodorini sono stati distribuiti
a metà mattina a 400 scolari dei plessi di Trebaseleghe, Fossalta, Sant’Ambrogio, Silvelle, Torreselle-Levada e Ronchi.
…………
…….Per il preside Marcello Costa, reggente a Piombino Dese, i pomodorini erano marci. «Erano ammuffiti», accusa Costa, «praticamente durante il trasporto hanno fermentato e
sono arrivati in quelle condizioni. Abbiamo
interessato l’Usl, che ha inviato dei sanitari. …………..
…..Il preside Costa, rammaricato, ci informa che: « È un ottimo progetto educativo, ma questo episodio
ha creato una situazione imbarazzante». In sostanza, il preside Costa cerca di convincerci che:
« L’operazione è riuscita, anche se il paziente è morto! No, preside Costa, questo episodio non è imbarazzante, ma, essendo stato la causa dell’intossicazione di 132
alunni di 6 scuole dell’Alta, di cui 2 ricoverati all’ospedale, io lo definisco: delinquenziale. Anche perché lo considero, a ragione, un attentato alla salute pubblica e, nella
fattispecie, alla salute dei nostri bambini. Per questi motivi, il progetto “non è per nulla educativo”, ma semplicemente criminale, visto che il consumatore, per motivi anagrafici, non
sempre è in grado di difendersi con il rifiuto del cibo. E criminali sono coloro
che continuano a sostenere e ad incoraggiare tale progetto, visto che sono già state scoperte le finalità non certo filantropiche dei sostenitori di tale progetto, riportate anche
in un mio documento:
“Frutta a Scuola – Trebaseleghe”, datato 18.12.2012, che allego alla presente. Ed è, appunto, anche in funzione di quel documento che riformulo l’invito alla Guardia di Finanza e alla
Magistratura ad intervenire per punire severamente ed in modo esemplare, una volta per tutte, i responsabili.
li, 06.05.2013
Benito Mantovani

Qui il documento di denuncia di Benito Mantovani (newsletter del 18.12.2012)
1
Ma senti Questa!
di Benito Mantovani
Lettera aperta
L’INDIGNAZIONE SEMBRA NON AVERE PIÙ VOCE!
La salute dei nostri bambini ostaggio di persone impreparate e con pochi scrupoli!
Portarsi la frutta a scuola, non per salvaguardare la propria salute, ma per sostenere un modello vile e vergognoso, non più tollerabile, di ristorazione scolastica.
Il consiglio di interclasse democratico ( docenti e rappresentanti dei genitori), riunitosi in data 13/11/2012, ha deciso all’unanimità che al giovedì e al venerdì, per
merenda, sarebbe opportuno per il buon andamento del progetto “FRUTTA NELLE SCUOLE” che gli alunni portassero un frutto alternativo a quello dato a scuola nel caso in cui quest’ultimo fosse poco
maturo.
Questa è l’informativa di una scuola di un Comune della provincia di Padova, arrivata alle famiglie attraverso i diari degli alunni.
Se non fosse per la gravità del comunicato, visto che la preoccupazione del Consiglio di Interclasse Democratico di quella scuola, non è tanto quella di vedere minacciata la salute
dei bambini alimentati con della frutta immangiabile, ma quella di difendere il buon andamento del progetto
“FRUTTA NELLE SCUOLE”, mi verrebbe da ridere. Ma non posso!
Ma soprattutto, non voglio farlo! Anzi, la mia coscienza m’impone di urlare tutta la rabbia che ho in corpo, verso questo modo di approvvigionare la ristorazione scolastica. Anche perché,
questi comportamenti non hanno nulla
da invidiare a quelli dei raccoglitori dilettanti di funghi i quali, non sapendo come distinguere quelli velenosi da quelli commestibili, prima di consumarli, li servono al gatto. No! I nostri
bambini non sono delle cavie! E gli alimenti che vengono loro somministrati, non devono essere comparati ai funghi di incerta commestibilità, raccolti da persone irresponsabili che non si
curano di sottoporli a degli esperti per essere identificati.

Proprio così! Gli alimenti consumati dai nostri bambini nella scuola devono essere vigilati da degli esperti, nonché garanti e responsabili della salute dei consumatori.
A proposito, dove sono i Sindaci, il SIAN – Servizio Igiene Alimenti Nutrizione ed il Servizio Veterinario Pubblico, quando succedono gli scandali? Vergogna!
Purtroppo, la frutta immangiabile somministrata ai nostri bambini nelle scuole, in funzione del progetto “FRUTTA NELLE SCUOLE”, possiamo dire con un eufemismo, che rappresenta un “privilegio per
pochi”, se si considera che molti dei loro coetanei hanno vissuto situazioni ben più
drammatiche, quali:
«Larve in mensa? Via i cibi biologici” (Gazzettino di TV, del 21 gennaio 2005)
«Mense scolastiche, cibo scadente» La denuncia di un consigliere Agec (Corriere del Veneto 18.10. 2011)
«Parma, 4 arresti per le mense scolastiche (La Repubblica 26 settembre 2011)
«Genova. Mele biologiche avvelenate a scuola: dieci bambini intossicati (La Repubblica 10.03.2010)
La lista potrebbe essere ancora lunga, ma mi fermo qui, perché la notizia dell’11.12.2012, riportata da Italia a Tavola, è molto importante, in quanto fornisce le ragioni per le
quali, il più delle volte, gli scandali nella refezione scolastica, e non solo, diventano sistema.

Corruzione al ministero dell’Agricoltura – Arrestati undici dirigenti In manette 11 tra dirigenti e funzionari pubblici tra cui Giuseppe Ambrosio, direttore generale e capo della segreteria del
sottosegretario Braga. Sequestrati dalla Guardia dalla Finanza beni per 22 milioni di euro
Sono oltre 30 i capi di imputazione per gli 11 arrestati tra imprenditori e dirigenti, funzionari e impiegati del ministero delle Politiche agricole, al termine dell’operazione ‘Centurione’
condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Roma Flavia Costantini. Corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, turbata
libertà di incanti e turbata libertà nella scelta del contraente sono alcune delle accuse contestate a vario titolo ai 37 indagati….

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto procuratore Stefano Fava del gruppo ”reati contro
l’economia”, hanno individuato, secondo gli investigatori, “un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del ministero”, attuato in maniera sistematica in occasione di erogazioni di denaro
pubblico.
In pratica, secondo la Gdf, i dirigenti e i funzionari del Ministero coinvolti nelle indagini si accordavano di volta in volta con alcuni imprenditori per l’erogazione di contributi e
finanziamenti pubblici, per la stipula di contratti o l’aggiudicazione di gare pubbliche in regime di favore (anche attraverso la predisposizione o la partecipazione pilotata ad alcuni bandi di
gara), ricevendo compensi corruttivi di varia natura come controprestazione dell’attività illecita svolta.

In cambio delle loro condotte illecite i dirigenti e i funzionari del ministero avrebbero infatti ottenuto somme di danaro in contanti e indebiti vantaggi patrimoniali, tra cui vacanze pagate
all’estero, soggiorni presso lussuosi alberghi e centri benessere in Italia, stage e promesse di posti di lavoro per parenti, amici e amanti, generi alimentari, oggetti di arredo di elevato
valore.
I dipendenti, secondo l’accusa, si sarebbero accordati per ”turnare” i vantaggi corruttivi. Infatti, laddove la misura ridotta del finanziamento pubblico non consentiva la retribuzione di tutti
i pubblici ufficiali coinvolti, a parere della Gdf, l’imprenditore provvedeva a soddisfare la richiesta di uno solo di essi con la certezza, per gli altri, di essere a loro volta soddisfatti alla
prima utile occasione.
Attraverso questo sistema gli imprenditori coinvolti sono riusciti, dal marzo 2007 al maggio 2011, ad aggiudicarsi 32 milioni di euro di finanziamenti pubblici, per lo più relativi al
finanziamento di iniziative di informazione e di comunicazione per la valorizzazione delle produzioni agricole nazionali, per la tutela della salute dei consumatori, per l’educazione alimentare e
per le altre attività di interesse sociale.

Dai riscontri investigativi è emerso che i 32 milioni di euro di finanziamenti erogati e appalti irregolari,
sarebbero stati suddivisi in 46 tra appalti e finanziamenti e che sarebbero almeno 20 le aziende
coinvolte, nonché 5 enti locali.
Tra i bandi di gara che sarebbero stati oggetto di accordo corruttivo si citano ”Food4u”, per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte a scuole italiane ed europee
sull’importanza di una consapevole alimentazione (3.780.000 euro) e ”Frutta nelle scuole”, finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative
che supportino più corrette abitudini alimentari (oltre 13 milioni di euro).

Altri contributi pubblici sono invece serviti per finanziare iniziative quali ”La Giornata Nazionale dell’Agricoltura” (154.800 euro) e ”L’Asta Internazionale del Tartufo” (263.210 euro),
quest’ultima attraverso Buonitalia Spa (società interamente partecipata dal Ministero).
Per l’ex capo di gabinetto dei ministri Zaia e Galan, l’accusa non è soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di
contributi pubblici in favore del Comune di Maratea (Potenza) e di Todi (Perugia), rispettivamente per 63.500 euro e 125mila euro, ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia da parte dei
soggetti preposti su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà.
Ville per la cui realizzazione il funzionario avrebbe impiegato risorse per 1.273.000 euro, non coerenti con il proprio reddito familiare. Partendo da questi elementi la Gdf ricostruendo i
redditi e il patrimonio dei due coniugi, dal 1993 al 2008, accertando una sproporzione di oltre 925.000 euro tra entrate e uscite. Io credo che, quando è in gioco la sicurezza degli
alimenti, specialmente di quelli somministrati nella ristorazione scolastica, l’infamia truffaldina debba essere considerata, ed anche punita, alla stregua di un crimine. Si, un crimine, in
quanto perpetrato nei confronti di persone, le cui condizioni anagrafiche impediscono loro di esercitare quel consapevole e sacrosanto diritto alla protesta ed alla ribellione, riservato
solamente agli adulti, in quanto tali. Ed ecco il motivo per il quale rivolgo un sentito e doveroso plauso di riconoscenza alla Guardia di Finanza ed alla Magistratura, per la loro opera
meritoria nel perseguire e punire severamente i peggiori criminali: quelli, appunto, che delinquono a spese dei bambini.
18.12.2012
Benito Mantovani

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