Truffa alberghi, Lino Cauzzi: la Giustizia trionfa ma i debiti restano

Truffa alberghi, Lino Cauzzi: la Giustizia trionfa ma i debiti restano

Cremona, 21 Febbraio 2012
Chiusa in tempi record la vicenda iniziata nel giugno 2009
Dopo le sentenze penali, l’ultimo verdetto riguarda l’hotel Hermes di Cremona, quello grande, dietro all’area di servizio dell’autostrada Brescia – Piacenza.
 
Anche l’ultimo hotel, l’Hermes di Cremona, torna a Lino Cauzzi.
Lino Cauzzi:
Ci sono voluti due anni e mezzo di battaglie legali per arrivare alla verità e poter riavere i miei alberghi: il Touring di Desenzano, il Peschiera a Peschiera del Garda, la Contea di
Marcaria, il Margot di Canneto sull’Oglio ed ora l’Hermes di Cremona. Ora sono l’uomo più felice del mondo, anche se i problemi da affrontare sono molteplici ma confido di poter ottenere
anche un adeguato risarcimento danni
“.
Considerato che ai truffatori condannati sono stati confiscati considerevoli beni e che tra loro vi sono anche avvocati, notai e professionisti, è ragionevole pensare che Lino Cauzzi sia
un sognatore che potrà vedere realizzato il suo sogno.
L’essere riuscito a venire fuori da questa vischiosa ragnatela e poter dimostrare la sua verità è già un insperato successo.

A causa della truffa ha dovuto subire due fallimenti:
Il gruppo malavitoso, con documenti falsi lo aveva estromesso ma gli aveva lasciato tutti i debiti. Sembrerebbe -secondo il Tribunale- anche un errore il fatto che il fallimento sia stato messo
in carico a lui, visto che era fuori da ogni carica già dalla mezzanotte del 26 giugno 2009, quando nello Studio di un Notaio poi condannato, Lino Cauzzi è stato costretto, contro
la sua volontà a cedere la gestione dei suoi cinque alberghi.

Cronistoria dello scippo di cinque alberghi:

Settembre/Ottobre 2008, Desenzano del Garda
Giuseppe Catapano, auto blu con bandierina europea e scorta, si presenta a Cauzzi, titolare di 5 hotel, in crisi economica. Dice di essere un parlamentare europeo e garantisce che troverà
una banca che anticiperà ciò serve a far fronte ai 25 milioni di debito (patrimonio di 60) e ad accordargli un fido di altri sette. Per sé il Catapano chiede 50 mila euro ed
una quota societaria con Cauzzi, che accetta.

26 giugno 2009, Poggibonsi (SI), Studio del Notaio 
Al momento di firmare, viste le condizioni vessatorie inaccettabili,  Cauzzi  si rifiuta di firmare e cerca di uscire dallo Studio ma gli viene impedito con la forza. L’imprenditore si
ribella, ma è obbligato, sotto la minaccia di una pistola, a firmare la cessione della gestione dei suoi cinque hotel alla Vittoria Geie, società che fa capo al gruppo
Catapano.
Nota: Il notaio un anno dopo denuncia lo smarrimento del documento di stipula, disconoscendo l’autenticità della firma ma anche lui è ora tra i condannati.

Fine Giugno 2009
L’amministratore unico della Vittoria Geie, Cristoforo Gammone, in forza della nuova gestione truffaldina acquisita, concede in affitto all’Immobilivacanze srl, controllata immobiliare del gruppo
Catapano, i rami d’azienda dell’attività alberghiera. L’atto è autenticato da un notaio di Napoli che, basandosi su documenti falsi, convalida l’atto di affitto stilato dal
precedente notaio. I falsi documenti permettono di nominare un nuovo amministratore che, senza averne titolo, cede all’Immobilvacanze tutti i cinque hotel per una cifra simbolica, assolutamente
non congrua, di 100 mila euro. Di fatto Lino Cauzzi è estromesso da ogni carica e neppure può più entrare nei suoi alberghi.
La presentazione di atti falsi induce in errore anche la Camera di commercio di Milano e il Gruppo Catapano può dichiarare l’acquisizione degli alberghi.

Luglio 2009
Lino Cauzzi, dopo un momento di smarrimento, con il martellamento in testa della fotografia dei suoi cari che gli avevano sventolato sotto gli occhi:-“…ricordati che siamo in tanti…”, decide
di affidarsi alla Giustizia.
Spedisce i suoi famigliari negli Stati Uniti ed inizia la sua battaglia.
Denuncia la situazione alla guardia di finanza di Cremona e ai carabinieri di Desenzano.
Cosa fanno intanto i “nuovi proprietari”:
Un’azione che si è dimostrata vincente in tanti altri casi: indebolire il malcapitato, renderlo incapace ed impossibilitato a reagire al sorpruso subito, distruggendo ogni sua risorsa
finanziaria e soprattutto facendo terra bruciata intorno a lui con false denuncie, denigrazioni, segnalazioni. Il tutto portandolo bene in evidenza nel web.

Da luglio 2009 a febbraio 2011, chi cercava notizie su Lino Cauzzi, trovava comunicati, blog, articoli di giornali che lo descrivevano come un “appestato”, un fallito, un uomo da
evitare.

Appena in possesso delle chiavi gli uomini di Catapano si presentano nei locali, raccolgono documenti contabili ed effetti personali di Cauzzi e ne fanno un gran falò.
Il mancato pagamento degli affitti e dei fornitori causano il blocco delle strutture e il fallimento della Contea, subito chiuso e dell’Hermes (in amministrazione controllata ma inspiegabilmente
gestito dai Catapano fino a fine 2011.
E’ stato fatto un po’ di pulizia nel web ed un po’ di chiarezza su Lino Cauzzi.
Le indagini dei carabinieri di Padova portano all’arresto dei 14 truffatori tra cui 4 donne e un avvocato,  e si scopre che quella di Cauzzi non è l’unica truffa ma tutti hanno paura
e nessuno ha più forze e risorse per reagire.
 L’organizzazione aveva preso di mira soprattutto imprenditori del Nordest in difficoltà e con la promessa di risolvere i loro problemi, li spolpava impunemente, riducendoli
all’impotenza.

Febbraio 2012
La vicenda giudiziaria Penale, dovrebbe essere giunta alla sua conclusione anche se nella rete non vi è la banda al completo.
Resta aperto il conto del risarcimento danni che sono tanti, tanti.

L’Avvocato Giacomo Triolo è fiducioso, Lino Cauzzi anche: vuoi vedere che per una volta come nei grandi film, i cattivi vengono sconfitti ed il bene trionfa sul male?

Se arriverà un risarcimento Lino Cauzzi potrà far fronte ai suoi impegni, potrà far rifiorire i suoi alberghi ma nessuno mai gli toglierà dalla testa la foto dei suoi
cari, la minaccia…”Ricordati che siamo tanti…”
Nel corso delle udienze si è arrivati a una serie di patteggiamenti, oltre a Giuseppe Catapano, hanno patteggiato il fratello Carmine Vincenzo Catapano,  (3 anni e 4 mesi), Alessandro
Cassioli  (3 anni e 9 mesi), Luca Montanino (3 anni e 4 mesi), Bruno Rizzieri (2 anni e 6 mesi), Maria Rosaria Grippo e Antonio Loffredo hanno patteggiato 20 mesi.  

 

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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