Troppi integratori all’origine della SLA tra i calciatori

Troppi integratori all’origine della SLA tra i calciatori

La categoria dei calciatori regista un numero di casi di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). All’origine di tale fenomeno potrebbe esserci l’uso continuato (se non l’abuso) di integratori
alimentari.

Questa l’ipotesi avanzata da una ricerca dell’Università di Roma “Tor Vergata” e dalla Fondazione S. Lucia, diretta dalla professoressa Cristina Zona e pubblicata su “Experimental
Neurology”.

La ricerca è stata inoltre finanziata dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Wyeth Italia.

Come detto, le statistiche parlano della SLA come una sorta di “malattia professionale” dei calciatori, con un incidenza di 143 casi su 100.000 individui contro i 6 su 100.000 della
popolazione. Ad oggi, il bollettino medico parla di oltre 40 morti, oltre a diversi casi (come quelli di Borgonovo e Signorini) che hanno attirato l’attenzione di media e pubblico. Sul fenomeno
sono già state formulate diverse ipotesi, dall’uso di sostanze dopanti alla contaminazione da diserbanti dei campi, fino ai traumi dovuti ai colpi di testa.

La squadra della professoressa Zona si è invece concentrata sugli integratori alimentari, assunti dagli atleti sia per migliorare le prestazioni in partita che per favorire il recupero
dalla fatica. Per gli scienziati, tali prodotti contengono aminoacidi ramificati (BCAA), che colpiscono le cellule nervose con effetti molto simili a quelli della SLA vera e propria. Per
verificare tale idea, i ricercatori hanno condotto esperimenti con cellule nervose in vitro e topi di laboratorio, esponendo le prime ai BCCA e nutrendo i secondi con alte dosi delle sostanze
in questione. In entrambi i casi, le cellule nervose (sia in vitro che dei roditori) hanno proprietà funzionali sovrapponibili a quelle colpite dalla SLA.

I risultati sono ancora allo stadio sperimentale; tuttavia, gli esperti sottolineano la necessità di maggiori controlli e di un’assunzione consapevole degli integratori, la cui
pericolosità potrebbe essere stata sottovalutata.

FONTE: Irene Carunchio, Livia Curcio, Massimo Pieri, Francesca Pica, Silvia Caioli, Maria Teresa Viscomi, Marco Molinari, Nadia Canu, Giorgio Bernardi, Cristina Zona, “Increased levels
of p70S6 phosphorylation in the G93A mouse model of Amyotrophic Lateral Sclerosis and in valine-exposed cortical neurons in culture” Original Research Article, Experimental Neurology, Volume
226, Issue 1, Pages 218-230, November 2010, doi:10.1016/j.expneurol.2010.08.033

Matteo Clerici

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