Treni, Toselli (FI): «in Piemonte 6 pendolari su 10 insoddisfatti»

Torino – Insieme alla Liguria il Piemonte è la Regione del Nord che ha i servizi ferroviari più scadenti, a livelli da Sud Italia, a rilevarlo è Pietro Francesco
Toselli, consigliere regionale di Forza Italia, dopo aver esaminato i dati forniti dall’Istat ed elaborati dal ministero per lo Sviluppo Ecomomico.

«Le proteste dei pendolari di questi ultimi due-tre anni – dice Toselli – trovano un riscontro oggettivo nei dati forniti dall’istituto di statistica, che ha effettuato un’indagine sul
gradimento, misurando la soddisfazione o meno per il trasporto ferroviario. L’indagine è importante anche perché ci mette in condizione di paragonare, con indicatori omogenei, le
diverse Regioni italiane, Ebbene, il Piemonte ne esce malissimo, con un gradimento appena del 40,9 % dei viaggiatori, ben al di sotto della media nazionale del 44,3 %. E soprattutto molto
distante dal livello qualitativo percepito in altre Regioni centro-settentrionali. Solo la Liguria riesce a fare peggio di noi, con un 35 % circa di gradimento, ma è davvero una magra
consolazione».

Il servizio viene misurato dall’Istat, con un’indagine multiscopo, su sette diversi parametri: frequenza corse, puntualità, possibilità di trovare posto a sedere, pulizia delle
vetture, comodità degli orari, costo del biglietto, informazioni sul servizio. Nella graduatoria il Piemonte è affiancato a Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata, Sicilia e
Calabria, in coda alla classifica sul gradimento del trasporto ferroviario.
«Ma ciò che è ancora più grave – continua Toselli – è che lo scadimento del servizio ferroviario coincide con la gestione della Giunta Bresso. Con la
precedente Giunta, infatti, il gradimento si attestava attorno al 50-52 %. Nell’ultimo triennio c’è stata una caduta generalizzata, che in Piemonte è stata però più
forte che altrove, con il risultato di portarci in fondo alla classifica. Così oggi abbiamo sei pendolari su dieci che non ritengono adeguato il servizio, nonostante il livello delle
tariffe sia tra i più alti d’Italia. Facile immaginare che, in questa situazione, il treno venga utilizzato come mezzo di trasporto solo da chi non ha alternative. In tal modo non si
scoraggia l’uso del mezzo privato, con tutti i problemi di smog e di traffico conseguenti».

Secondo l’esponente azzurro il problema ha comunque risvolti nazionali, perché dal 1995 a oggi il livello di gradimento è sceso di ben venti punti percentuali, «cifre che
denunciano un vero e proprio fallimento delle politiche del trasporto pubblico su ferro. Inutile che oggi l’amministratore delegato di Trenitalia Moretti canti vittoria per aver ridotto il
deficit. Con una simile qualità del servizio abbiamo ferrovie da terzo mondo, di cui la dirigenza Fs dovrebbe vergognarsi, non menarne vanto».

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