Un mese all'anno in viaggio

By Redazione

No, non parliamo di vacanze, sono più di 13 milioni i pendolari in Italia ed in media impiegano 72 minuti per gli spostamenti giornalieri di andata e ritorno, ovvero 33 giornate
lavorative, i dati provengono da «Pendolari d’Italia», l’ultima indagine effettuata dal Censis, tra il 2001 ed il 2007 il numero dei pendolari è aumentato del 35,8%,
arrivando così al 22,2% della popolazione residente, parallelamente all’aumento degli occupati e degli studenti ma soprattutto per i nuovi «fenomeni di diffusione abitati»
perché «il rincaro dei prezzi delle case ha determinato il trasferimento nell’hinterland di ampie quote di popolazione».

Ogni giorno entrano 592 mila pendolari a Milano, 291 mila a Roma, 249 Mila a Napoli, 242 mila a Torino. Oltre il 70% usa la propria auto e solo il 14,8% il treno, mentre autobus extraurbani e
corriere raccolgono poco meno dell’11% dei ‘viaggiatori del lavoro’, nonostante siano i mezzi di trasporto più economici – 45 euro circa, contro i 49 di chi viaggia in treno ed i 109 di
solo carburante per chi preferisce l’auto. I pendolari-automobilisti si lamentano soprattutto di «code e traffico congestionato», rallentamenti dovuti ai cantieri e mancanza di aree
di scambio. Chi va in treno mette al primo posto fra i disagi i ritardi in partenza ed arrivo, l’affollamento delle carrozze, lo scarso comfort (in particolare la poca pulizia di scompartimenti
e servizi igienici ed i problemi di climatizzazione), ma vede anche miglioramenti per la tutela da molestie e furti, per le informazioni e per i tempi di attesa. Tra le cause principali della
scarso utilizzo del treno c’è la «mancanza di una rete infrastrutturale capillare ed efficiente».

Il Censis rileva così che «lo sviluppo dei servizi di trasporto collettivo non si è mostrato finora al passo con la crescita della domanda di collegamenti fluidi».
Solo Trenitalia, rileva ancora l’Istituto, «nel 2007 ha trasportato 472 milioni di passeggeri sulle tratte locali e nazionali, mentre altre ferrovie concessionarie registrano una crescita
di circa 250 milioni di passeggeri l’anno. Eppure, «a tale impennata della domanda – sottolinea l’indagine – non ha risposto un proporzionale aumento dell’offerta» nonostante il
rapporto tra domanda ed i viaggiatori su treni a media/lunga percorrenza sia di 9 a 1.

Antonella De Marco

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD