Legambiente: «Investire sul trasporto ferroviario locale per migliorare la qualità della vita e dell'ambiente»

«Rimanere intrappolati nel traffico e perdere ore, ogni giorno, negli spostamenti casa lavoro è un danno importante alla qualità della vita, un problema sociale e ambientale
sul quale occorre intervenire in fretta, invertendo finalmente la logica che guida da anni la nostra politica delle infrastrutture».

Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha dichiarato oggi a Roma alla presentazione della ricerca del Censis sui pendolari.

«Il vero problema del trasporto pendolare in Italia – ha commentato Cogliati Dezza – è la carenza di risorse stanziate dallo Stato e dalle Regioni, assolutamente insufficienti a
migliorare il servizio e garantirne la qualità. E’ così che la mancanza di treni per i pendolari, il ritardo cronico e il sovraffollamento di quelli esistenti sono diventati una
vera e propria emergenza, con pesanti conseguenze sulla qualità della vita di milioni di persone ma anche dell’ambiente. Perché l’insufficienza del servizio pubblico costringe una
larga fetta di pendolari a spostarsi in automobile, a danno della qualità dell’aria. Per scongiurare la crisi del trasporto ferroviario sono necessari più investimenti, più
treni e nuove infrastrutture».

A fronte di un aumento crescente della domanda del trasporto pendolare, infatti, nel 2008 lo Stato ha ridotto le risorse dell’8,5% rispetto al 2007. L’ultima Finanziaria ha ridotto i
trasferimenti previsti per il servizio ferroviario regionale di ben 438 milioni di euro rispetto all’anno scorso: un taglio che porta i finanziamenti al di sotto di quelli del 2000. Sebbene le
Regioni, alle quali sono stati trasferiti i fondi per il servizio ferroviario locale, abbiano dal 2000 completa competenza sulla programmazione del servizio e sugli investimenti aggiuntivi per
migliorare la qualità e la quantità dell’offerta, nessuna di loro arriva a investire l’1% del proprio bilancio per i treni pendolari.

«Un servizio per i pendolari efficiente – conclude il presidente di Legambiente – va di pari passo con una corretta gestione del territorio e uno sviluppo sostenibile del tessuto urbano.
La politica infrastrutturale non deve facilitare, come avviene oggi, l’insediamento di nuovi centri commerciali o alti grandi attrattori di traffico, ma migliorare la vivibilità e la
possibilità di spostarsi in modo più rapido e sostenibile».

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