Tre pasti, due break: la dieta del manager va contro lo stress

Tre pasti, due break: la dieta del manager va contro lo stress

Impegno, decisioni difficili e poco tempo: i manager, come chiunque abbia responsabilità sul lavoro, trovano difficile conciliare l’alimentazione e la professione. Tuttavia, è
proprio applicando alla tavola la loro filosofia che si può ottenere un modo di mangiare, in grado di ridurre lo stress e dare più energia.

E’ la dieta del manager, come spiega il professor Giorgio Calabrese, docente di nutrizione umana all’università del Piemonte Orientale di Alessandria.

Per il professor Calabrese, le regole-base del sistema sono semplici: “Regolarità leggerezza, energia”. La dieta del manager prevede i 3 pasti fondamentali, integrati da due break. In
tali pause di rifornimento, diventano utili prodotti come gli snack preconfezionati a base di latte e cereali. Per citare il professore, “Non sporcano le mani, sono pratici e inoltre danno la
giusta quantità di carboidrati semplici. Indispensabili, quindi, per arrivare al pranzo o per raccogliere le energie in vista di riunioni importanti”.

E’ necessario inoltre evitare alcune pietanze: salatini e simili al mattino oltre agli eccessi alcolici. Egualmente vietato, tagliare totalmente il pasto: ciò avrebbe come unico
risultato di privare

Il sistema inizia con la colazione. Questa può includere caffè e latte, insieme a fette biscottate con un condimento dolce: marmellata, crema alle nocciole o frutta al naturale.

Dopo qualche ora dalla sveglia (ma qualche ora di lavoro) è il momento del primo break. Allora, la dieta del manager fa scegliere tra i descritti snack preconfezionati od un qualcosa
d’equivalente, come la spremuta con fette biscottate.

Il pranzo è un momento critico. Che avvenga insieme ai clienti, che sia un pasto tra colleghi o un qualcosa di rapido, deve sempre far ricaricare le batterie senza eccedere né dar
sfogo alla gola. Calabrese consiglia di appoggiarsi alla dieta mediterranea, magari con “Un piatto di pasta con piselli, un riso ai fagioli, una minestra con legumi o un piatto di pasta con
ragù. E poi un frutto e il caffè”.

Il pomeriggio vede l’arrivo del secondo break, l’ultimo rifornimento per concludere al meglio la giornata lavorativa. Perciò, o si scelgono i citati snack, oppure uno yogurt con frutta.

Infine, la cena. Per il professore questa ha una valenza morale: è il pasto più personale, da consumare in libertà anche per buttar via tutte le tensioni. Ed allora si
possono mettere nel piatto gli alimenti più diversi, da quelli “scolastici” (il minestrone) a quelli più golosi, come la pizza o le uova al prosciutto.

Ed a proposito di golosità, non sono sempre male. Anzi, conclude Calabrese, la dieta del manager permette (e consiglia) un’eccezione dolce: “Quando il professionista è in ‘down,
magari per un progetto che non è andato come avrebbe voluto, per contrastare lo stress o la depressione e rimettersi subito in gioco un bel cucchiaio di cioccolata fondente è
perfetto”.

Matteo Clerici

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