Trasporto studenti disabili scuole superiori venete

By Redazione

Veneto, 20 Novembre 2007 – L’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi ha incontrato oggi a Palazzo Balbi il Presidente dell’Unione Regionale Province del Veneto
Elio Mosele in relazione alle problematiche dell’organizzazione dei servizi di trasporto di studenti disabili presso gli Istituti di Istruzione secondaria del Veneto.

Valdegamberi ha ribadito che, in base al decreto legislativo n.112 del 1998 articolo 139 sui trasferimenti di competenze, secondo il quale le funzioni e gli oneri relativi al trasporto
scolastico per gli studenti disabili sono da ripartire tra Comuni (per il trasporto alle Scuole primarie di I e II grado) e Province (per la frequenza alle scuole secondarie di II grado).
«La legge è chiara – ha affermato l’Assessore veneto – ma poiché abbiamo a cuore l’interesse dei cittadini e non può ricadere su di essi come colpa sapere di chi
è la competenza di questi servizi, la Regione propone di istituire un tavolo di lavoro interistituzionali tra Regione-ANCI-URPV per analizzare l’annosa questione e magari con la
compartecipazione di tutti, in ragione delle competenze, vedere di individuare un piano risolverla. Da parte sua – ha aggiunto Valdegamberi – la Regione Veneto ha fatto presente al Presidente
Mosele di essere disposta a mettere a disposizione il proprio sistema dei servizi sociali e la rete regionale territoriale che organizza il trasporto nei Ceod dei disabili adulti per non avere
doppioni inutili. Con ciò la Regione intende partecipare fattivamente alla soluzione della questione anche se abbiamo ampiamente dimostrato che non riguarda le nostre competenze».

L’Assessore regionale ha poi ricordato che tutti i mezzi di trasporto pubblico, secondo una specifica normativa regionale, avrebbero dovuto adeguarsi obbligatoriamente al superamento delle
barriere architettoniche sopra i mezzi mentre sono arrivate in Regione segnalazioni del contrario. «E’ necessaria una maggiore attenzione da parte di tutti i soggetti, comprese le aziende
di trasporto pubblico – ha fatto presente Valdegamberi – è una questione culturale che non può avere risposta individuale e deve coinvolgere complessivamente tutti i soggetti come
del resto richiede la recente legge regionale 16 del 2007 sul superamento delle barriere architettoniche, per facilitare la vita di relazione e la fruibilità dei servizi da parte delle
persone con disabilità. Ma tutto questo va affrontato partendo dalle proprie competenze specifiche, facendo ciascuno il proprio lavoro e senza sottrarsi alle proprie
responsabilità».

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