Barriere architettoniche nel Veneto

Verona, 16 Novembre 2007 – «Da quando è in vigore, cioè dal luglio scorso, la legge regionale n° 16/07 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche,
quello di oggi è il primo convegno regionale rivolto specificamente a tecnici ed operatori che si occupano di progettazione di servizi e strutture nel territorio.

I tecnici sono coloro che devono fare diventare pratica e contenuto ciò che la legge afferma con una radicale riforma della normativa precedente del 1993. Pertanto, la corretta
sensibilizzazione e l’informazione efficace a tutti gli operatori sulla nuova normativa è premessa indispensabile perché possa funzionare». Lo ha affermato stamani a Verona,
l’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi che ha aperto i lavori del convegno promosso dall’AMNIC «La fruibilità degli spazi», tenutosi a Palazzo
Forti.

«E’ una legge che attua una svolta culturale non di poco conto – ha detto – perché il superamento delle barriere in pratica ci riguarda tutti, tutta la popolazione che, come
dimostrano i dati, vede aumentare costantemente l’aspettativa di non autosufficienza perché grazie ai progressi della medicina si vive di più. Chiunque di noi, nel corso della
vita, può subire periodi di inabilità temporanea, diventare disabile. E quindi questa legge di civiltà interessa tutti». L’intervento dell’assessore si poi è
incentrato sugli aspetti più qualificanti della nuova legge regionale Dal nuovo linguaggio usato dalla legge regionale ed improntato alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità per uniformare gli interventi di superamento delle barriere architettoniche e della disabilità su contenuti omogenei e riconoscibili in ogni parte del mondo, al
riconoscimenti della competenza regionale a dettare normative tecniche in campo edilizio e stabilire le modalità di progettazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere
Architettoniche. «Uno dei punti cardine che informano la nuova legge – ha sottolineato Valdegamberi – è il basarsi sul concetto di «fruibilità» complessiva
intendendo tutto il contesto d’insieme dell’intervento, il fatto che superi effettivamente le barriere fisiche, e non solo il rispetto di alcune norme formali e puntuali».

Da questo punto di vista, l’Assessore regionale ha toccato il tema degli strumenti che i Comuni e gli altri enti pubblici sono chiamati a predisporre per programmare i propri interventi
finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche su spazi ed edifici pubblici. Altro aspetto che la legge disciplina è quello delle modalità con le quali la Regione
attua i contributi finanziari a favore di soggetti pubblici e privati. Al proposito Valdegamberi ha ricordato che da diversi anni oramai lo Stato non destina più risorse a questo
settore, mentre la Regione Veneto ha sempre mantenuto i capitoli specifici con risorse autonome e riconfermate. Nella gamma di iniziative finanziabili vanno incluse anche le nuove tecnologie in
materia di ausilî e domotica, intesa come strumentazione tecnologica od arredi in grado di agevolare la persona con disabilità nello svolgimento delle attività quotidiane.
Particolare significato assume, nello stesso ambito, anche il tema dell’accessibilità ai mezzi di trasporto, per i quali è previsto un sostegno specifico, con particolare riguardo
alla fruibilità, da parte delle persone con disabilità, di centri intermodali, passeggeri, autostazioni e fermate dei mezzi pubblici.

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