Tra India e Pakistan è scoppiata la guerra degli ortaggi

Tra India e Pakistan è scoppiata la guerra degli ortaggi

Le verdure dell’orto come armi per colpire il vicino: tra India e Pakistan sembra essere iniziata l’ennesima forma di ostilità, questa volta una vera e propria guerra degli ortaggi.

A fare la prima mossa, le autorità pakistane che hanno imposto il blocco totale delle esportazioni di cipolle dirette verso il territorio dei rivali. Alla base del provvedimento, il
desiderio di calmierare i prezzi ma, sopratutto, la volontà di far pagare a Nuova Delhi le restrizioni imposte al cotone esportato, percepite come un vero e proprio sgarro.

Pronta le reazione degli indiani, che a loro volta hanno optato per il blocco commerciale degli ortaggi. Così, gli esportatori hanno deciso di impedire che loro pomodori arrivassero
oltre confine: 40 di loro, fermi sulla via di frontiera di Attari-Wagah, hanno incrociato le braccia

Spiega uno degli scioperanti, Anil Mehra: “Oggi non esporteremo ortaggi in Pakistan perché il governo pakistano ha posto un bando sull’esportazione di cipolle in India. Abbiamo preso
questa decisione perché abbiamo bisogno di cipolle e il Pakistan ha vietato l’esportazione di questo elemento essenziale “. Per Mehra, il settore è pronto alla resistenza ad
oltranza, incurante dei danni economici derivati.

I fatti sembrano dargli ragione. Ad oggi, 70 camion con carichi di pomodori, zenzero e peperoncini non hanno svolto le abituali procedure di sdoganamento verso Islamabad. Commenta un dirigente
della dogana di Amritsar: “Finora, nessun camion che trasportava ortaggi, tra cui pomodori, ha passato la frontiera per il Pakistan via terra, mentre cinque o sei camion contenenti soia
(alimento per animali, ndr) si sono diretti nel Paese vicino”.

Secondo le stime commerciale, l’India è il maggiore esportatore di ortaggi nel Pakistan, sopratutto pomodori (30-32%): il resto è composto sa da peperoncino, zenzero, patate,
cotone grezzo e biscotti.

Matteo Clerici

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