Toscana: La Cia chiede la convocazione del tavolo regionale di filiera del tabacco
15 Aprile 2009
Firenze – Dopo la riforma dell’Ocm tabacco, è il tempo di predisporre strategie di rilancio adeguate. A chiederlo sono le aziende toscane. In Toscana la produzione del tabacco ha
una rilevanza notevole sebbene collocata in aree limitate e ben definite della Val Tiberina e del senese. Ma presentano caratteristiche di qualità e dunque meritano attenzione e
sostegno.
“Ora che la riforma dell’Ocm (Organizzazione Comune di Mercato) del settore del tabacco afferma Paolo Tamburini, presidente della Cia Arezzo- ha sancito in via definitiva il sistema dell’aiuto
accoppiato alla produzione nella misura del 50 per cento, occorre definire le modalità e i tempi per l’attivazione delle risorse del Psr dedicate al finanziamento dei programmi di
riconversione e ristrutturazione delle aziende tabacchicole”.
E inoltre, aggiunge Tamburini è opportuno “orientare le risorse soprattutto al sostegno della qualità, ovvero per la produzione della varietà Kentucky, idonea per la
fabbricazione del tipico sigaro toscano”. “I produttori – aggiunge Alessandro Del Carlo, della presidenza della Cia Toscana – avevano richiesto con forza il prolungamento dell’aiuto accoppiato
fino al 2013, ma con l’Unione europea non c’è stato niente da fare. E’ stato un errore. Ma adesso occorre riaggiornare la strategia per dare prospettive e certezze ai produttori”.
Inoltre, secondo Del Carlo va richiesta alla “Regione la convocazione del tavolo di filiera, come auspicato anche dall’associazione dei produttori A.Pro.Tab., per definire le iniziative da
assumere nell’ambito del Psr, in quanto la riforma stabilisce che le risorse non più destinate agli aiuti accoppiati, siano ad esclusiva disponibilità delle aziende del settore per
la ristrutturazione o riconversione produttiva”.
La produzione di tabacco ha radici storiche notevoli ed è un patrimonio economico, sociale e professionale a cui la Toscana non può rinunciare. Fondamentale dunque sarà il
governo di questa fase delicata di transizione e di trasformazione. La Cia Toscana ritiene necessario investire nel settore, sia nella riqualificazione delle aziende, che nell’intera filiera
cogliendo questo momento, che è certamente di difficoltà e di incertezza, come un’occasione di innovazione e di rilancio del settore, facendo leva ovviamente sugli aspetti della
qualità e tipicità del prodotto toscano e del valore determinato dal legame con il territorio.





