Non frena il crollo dei prezzi sui campi, frutta, ortaggi, vino e cereali costano meno di 5 anni fa

Non frena il crollo dei prezzi sui campi, frutta, ortaggi, vino e cereali costano meno di 5 anni fa

La Cia evidenzia un panorama difficile aggravato dalla crescita dei costi e dalla mancanza di una politica efficace in grado di dare reali sostegni alle imprese. Come ribadito nel recente sit-in
a Roma, occorrono immediati interventi straordinari e concreti. Sollecitata una maggiore attenzione verso l’agricoltura.
 
Non accenna ad arrestarsi il crollo dei prezzi sui campi. A gennaio è proseguita la caduta libera: meno 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Vini, frutta, ortaggi e cereali
(in particolare grano duro) guidano la classifica dei ribassi e, costano, in pratica, meno di 5 anni fa. E così gli agricoltori vedono diminuire i loro redditi anche in presenza di sempre
più onerosi costi produttivi, contributivi e burocratici e della mancanza di una politica attenta alle esigenze di un settore che è ormai piombato in una profonda crisi. Il che si
è tradotto in una discesa record dei redditi (meno 25,3 per cento lo scorso anno). A segnalarlo sono i dati della Cia-Confederazione italiana agricoltori, elaborati sulla base anche delle
ultime rilevazioni dell’Ismea.

Dati che confermano la gravità della denuncia da parte della Cia che, nel corso del sit-in a Roma, in piazza Montecitorio davanti alla Camera dei deputati, del 10 marzo scorso, ha
sottolineato la situazione drammatica in cui versano le imprese agricole, molte delle quali rischiano addirittura di chiudere i battenti.
Per tutti i settori si registra, infatti, una netta picchiata nelle quotazioni alla produzione. Particolarmente accentuato è – avverte la Cia – il calo per i vini (meno 13,9 per cento),
per la frutta (meno 12,5 cento), per gli ortaggi (meno 9,1 per cento), per i cereali, (meno 4 per cento, con punte anche del 15-18 per cento per il grano duro).

La Cia segnala anche una diminuzione per i prodotti lattiero-caseari (meno 1,2 per cento), per i bovini (meno 2,5 per cento), per i suini (meno 0,5 per cento). E’ caduta verticale, invece, per i
volatili domestici (meno 20,3 per cento).

La flessione dei prezzi all’origine di gennaio si conferma anche rispetto al precedente mese di dicembre: le coltivazioni calano di circa l’1 per cento, mentre i prodotti zootecnici dello 0,5 per
cento. Tra i prodotti vegetali, la frutta segna una diminuzione di circa il 2 per cento; ortaggi, cereali e vino scendono tra lo 0,5 e l’1,3 per cento. Nel comparto zootecnico, gli ovini e i
caprini segnano un meno 6,7 per cento, i volatili domestici un meno 5,6 per cento, le uova fresche un meno 4,9 per cento. Sostanzialmente stabili le quotazioni dei lattiero-caseari e dei
suini.

Per questa ragione la Cia evidenzia l’esigenza, da parte del governo, di interventi straordinari e concreti che permettano di fornire un solido sostegno alle imprese agricole che oggi vivono una
fase di grande emergenza. Dai cereali all’uva, dall’olio d’oliva all’ortofrutta, dalla zootecnia da carne al settore lattiero-caseario, al florovivaismo, è uno scenario allarmante. Occorre
– come è stato riaffermato nel corso del sit-in nella capitale – agire in tempi rapidi. E’, quindi, giunto il momento degli atti tangibili. Le imprese agricole sono in grande affanno.
Oltre a tempestive misure, serve un nuovo progetto di politica agraria. E la sede più ideale per discuterla e svilupparla resta la Conferenza nazionale sull’agricoltura, anch’essa tante
volte annunciata, ma mai programmata. Un appuntamento da svolgere necessariamente entro il 2010.

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