Torna il Talidomide? Aduc: «siamo sicuri che non faccia male?»
13 Maggio 2008
Firenze – In Germania si e’ appena concluso con un accordo di risarcimento l’affaire Contergan – farmaco a base di talidomide assunto negli anni ’50 e ’60 da donne incinte contro
dolori e nausee, e rivelatosi poi causa di malformazioni del feto (1).
In Italia si stimano le vittime in 600/700, ma un censimento ufficiale non e’ mai stato fatto. Nel 1962 il Ministero della Sanità ne ordinò il divieto del commercio ed il ritiro
dal mercato con un ritardo di 6 mesi rispetto agli altri Paesi europei. Per il mancato risarcimento si e’ dovuto attendere il 2006, quando la legge n.27 all’art.3 prevedeva il riconoscimento
giuridico della malattia ma il decreto attuativo non e’ mai stato emanato. La Finanziaria 2008 ha stanziato alcuni fondi (insufficienti) in merito (2), e un’interrogazione presentata lo scorso
novembre non ha mai avuto risposta (3).
Ora il Brasile registra la terza generazione di vittime del talidomide (4). A seguito dell’affaire Contergan, nel 1962 anche quel Paese bandì il talidomide, ma pare che sia circolato
ancora fino al 1965. A ciò s’aggiunga che nel 1964 il dermatologo israeliano Jacob Sheskin scoprì l’efficacia del talidomide contro la lebbra. Da allora, migliaia di lebbrosi
brasiliani sono stati curati con Talidomida, la pasticca a basso costo prodotta in America Latina, che nel frattempo viene prescritta anche contro Aids e cancro.
Il Brasile non e’ l’unico Paese ad autorizzarla. E’ presente anche in altri Stati da quando, dieci anni fa, la statunitense «Food and Drug Administration» diede il via libera, sotto
strettissima vigilanza, a Thalomid dell’azienda Celgene per trattare malattie del midollo spinale. In Europa il principio attivo, utilizzabile nella cura del mieloma multiplo, e’ in fase di
autorizzazione. E comunque, il suo parente stretto, Lenalidomid, e’ già in vendita dal 2007 sotto il nome commerciale di Revlimid (prodotto da Celgene).
Una vicenda molto contorta e non ancora conclusa che forse si sta riaprendo, e rimane tutto il dubbio sulla reale efficacia e necessità che questo farmaco sia in circolazione.
Perciò abbiamo chiesto lumi al neo-ministro del «Lavoro, Salute e Politiche Sociali», Maurizio Sacconi e, nei prossimi giorni, la sen. Donatella Poretti presenterà
un’interrogazione in merito.
(1)
(2) Risarcimento danni da trasfusioni, vaccini e talidomide. Sono stati stanziati 180 milioni di euro annui a partire dal 2008 (che si aggiungo ai 100 già previsti per il 2007) per il
risarcimento dei danni subiti a seguito di trasfusione, vaccinazioni e sindrome da talidomide.
(3)
(4) Faz (Frankfurter Allgemeine Zeitung) 12-05-2008 La scheda





