Testo di legge unificato sull'agricoltura biologica

Si è svolta ieri in Commissione Agricoltura alla Camera l’audizione sul testo unificato del disegno di legge sull’agricoltura biologica, per la Cia era presente Pina Eramo la quale ha
sottolineato il fatto che il testo in esame si configura come concreto strumento di governo per un settore che, per troppo tempo, è stato regolamentato, in modo non uniforme, da atti
amministrativi.

Oggi è finalmente possibile guardare al biologico italiano in una cornice compiuta, che accoglie temi importanti e fondanti quali quello della biodiversità, che regolamenta
settori sui quali non sono mai esistite norme ma che pure rappresentano segmenti importanti per l’agricoltura biologica del nostro Paese, che statuisce regole chiare per tutti i soggetti
implicati nella filiera.

La Cia condivide appieno la nuova definizione del sistema di controllo e certificazione. L’aver precisato le caratteristiche degli Organismi di controllo, la natura giuridica che devono
assumere, le caratteristiche tecniche e societarie, contribuirà certamente ad assicurare una maggiore trasparenza, efficacia e credibilità del metodo biologico, a rafforzare la
fiducia dei consumatori verso questo sistema, determinandone così uno sviluppo duraturo.

La Cia ha sottolineato come la pratica della concertazione e del confronto con le parti sociali, sia sempre e comunque fruttuosa e costruttiva.

Per una migliore definizione del quadro normativo la Cia ha sostenuto, tra l’altro, l’opportunità di:

– disciplinare l’impiego negli allevamenti condotti con metodo biologico, di prodotti omeopatici (così come previsto dalla normativa europea in vigore) destinati alla profilassi ed alle
cure veterinarie.

– prevedere che una parte del fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica sia destinata allo studio di un sistema di semplificazione delle procedure e degli adempimenti

– regolamentare, la gestione, la quantificazione e le eventuali deroghe del periodo di conversione.

– definire e quantificare la cosiddetta “ragionevole tassa” (enunciata all’art.28 del regolamento europeo) cui devono sottoporsi gli agricoltori per aver diritto al controllo e alla
certificazione. Il tema è delicato;la precedente normativa prevedeva che, in caso di mancato pagamento del servizio, gli operatori potessero essere espulsi dal sistema di controllo e
certificazione. Questo fatto ha creato enormi problemi anche nella gestione degli elenchi regionali e di conseguenza nell’erogazione dei premi previsti nelle misure agroambientali dei Psr.

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