Tempo di Chef anche per Kitchen Mood che guarda … alle 10 stelle

Tempo di Chef anche per Kitchen Mood che guarda … alle 10 stelle

Anche rivoluzionare il catering è facile. Basta avere le idee chiare di come fare. Detto fatto, attraverso la creazione di un brand che rappresenta dieci chef, prevalentemente stellati, per proporre un catering firmato. L’idea è di Kitchen Mood, società specializzata nel servizio di catering creata nel 2013 da Andrea Comella. Così al brand già consolidato, è stato aggiunto “alle stelle”, che ai clienti che non si accontentano del solito catering, anche se con piatti ben fatti, comunque anonimo, propongono un servizio personalizzato dalla firma di un grande chef. Che sono dieci, pronti a portare la grande cucina nel mondo del catering.
Vediamoli questi dieci fuoriclasse che hanno deciso di partecipare ad una sorta di rivoluzione del catering.

Diego Rossi, trent’anni di età di cui la metà trascorsi ai fornelli delle più importanti cucine del Nord Italia. Fresco di Stella Michelin ottenuta a “Le Antiche Contrade” di Cuneo con il panino “La Figata alla vagina di vacca”, ha aperto a Milano la “Trattoria Trippa” dove valorizza materie prime povere e ingredienti di stagione, promuovendo una cucina sostenibile.

Eugenio Jacques Christiaan Boer, 38 anni, dopo molte esperienze in locali stellati dalla Sicilia alla Val Badia, passando pure per per Berlino, in un cortile della “vecchia Milano” ha aperto il ristorante “Essenza”. Per metà olandese, ligure per l’altra metà, mescola nei suoi piatti ricordi e sapori delle sue terre d’origine.

Mauro Uliassi ha due stelle Michelin, e punteggi alti in tutte le altre guide italiane, per la sua cucina espressione di sapori autentici, tecnica perfetta e un locale, Uliassi, dove il pesce è di casa. Nel 2007 ha trasferito la sua cucina anche su ruote, con il foodtruck “Uliassi Street Good” che porta l’eccellenza low cost in giro per l’Italia.

Marcello Trentini è un esperto del Barocco piemontese essendosi diplomato all’Accademia delle Belle Arti proprio sul Barocco, con il suo ristorante “Magorabin”  aperto nel 2003 insieme alla sommelier Simona Beltrami, è un inno alla cucina torinese. Nel 2008 entra a far parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, e quattro anni dopo arriva la Stella Michelin.

Cristiano Tomei si definisce “un artigiano ai fornelli”: toscano, 42 anni, approda in cucina dopo aver frequentato l’Istituto Nautico di Viareggio. Nel 2002 apre il ristorante “L’Imbuto”, che da Viareggio si trasferisce a Lucca, all’interno del “Lucca Center of Contemporary”, dove la sua cucina sposa le opere d’arte e la Stella Michelin suggella questa fortunata unione.

Eugenio Roncoroni e Dario RossiEugenio Roncoroni, 33 anni e Beniamino Nespor, un anno più vecchio, sono amici dai tempi delle scuole medie. Nel 2010 si ritrovano a Milano, dopo aver girato il mondo. Roncoroni, padre italiano e madre californiana, ha fatto la gavetta come cuoco a San Francisco con chef come Janine Falvo, Angelo Garro e Michael Tusk. Nespor è andato “a scuola” da Martin Berasategui, tre Stelle Michelin, nei Paesi Baschi. Entrambi sono passati alla corte di Sadler. Insieme aprono “Al Mercato”, ristorante gourmet dove propongono il loro originale concetto di ristorazione.

La loro avventura gourmet continua in versione “street food”, con il “Burger Bar”, il “Noodle Bar” e il “Taco Bar”, tre avamposti milanesi di cucina internazionale di altissimo livello.
Moreno Cedroni è un innovatore. Nel 1984 apre a Senigallia il  ristorante “La Madonnina del Pescatore” che conquista due Stelle Michelin; nel 2000 a Portonovo crea “Clandestino”, tre anni dopo, a Senigallia, inaugura la prima salumeria di pesce al mondo, Anikò, e nello stesso anno inizia a produrre le sue rinomate conserve gourmet. Ironico, fantasioso, porta sulla tavola i sapori nascosti nel profondo dei mari, dal suo Adriatico agli Oceani delle isole tropicali.
Felice Lo Basso è un talento autentico partito da Molfetta, sua città natale, per arrivare tra i monti del Trentino Alto Adige dove conquista la stella Michelin, poi trasloca a Milano, a Unico che ha appena lasciato per trasferirsi in Galleria con il Felix Lo Basso restaurant. Da sud a nord, la sua cucina parla di amore per le materie prime di qualità.

Giuseppe ZenGiuseppe Zen ha iniziato a cucinare a sei anni. Ha attraversato l’Italia in lungo e in largo per scoprire la vera tradizione culinaria italiana, quella delle nonne, come la sua che da bambino gli insegnò le prime ricette. Di paese in paese, di casa in bottega, di fattoria in mercato ha compilato la sua personale enciclopedia di “mangiari di strada” e così ha chiamato il suo ristorante milanese. Al Mercato Ticinese, in Darsena, c’è la sua “Macelleria Popolare” con cucina dietro al banco ed è pronto ad aprire la “Panetteria Italiana” con farine bio macinate a pietra.
Wicky Priyan è nato in Sri Lanka da una famiglia di medici ayurvedici, si è poi laureato in criminologia, ma il suo destino era altrove, precisamente in Giappone. Qui diventa l’unico allievo straniero dei maestri Kaneki e Sushi Kan, da cui apprende l’arte e i segreti del kaiseki, l’alta cucina giapponese. Tecnica, disciplina, talento e una profonda conoscenza delle materie prime rendono
unica la “wicuisine”, in cui la cultura nipponica incontra i sapori mediterranei. Si può assaggiare soltanto da Wicky’s a Milano, che si fregia di una Stella Michelin.
Kitchen Mood cura la cucina, l’abbiamo visto con il brand alle stelle ma, anche tutta la cornice che crea il mood e lo stile dell’evento, assicurando così un servizio personalizzato in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Tant’è vero che oltre agli chef stellati che possono anche lavorare insieme secondo l’esigenza dei clienti, Kitchen Mood si avvale della collaborazione di professionisti capaci di allestire la sala, la tavola, le scenografia, la grafica e, perché no, anche la musica per rendere un evento indimenticabile.

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