TAV, FI chiede l'impegno di Bresso per l'incontro a Palazzio Chigi

Torino – La Giunta Bresso richieda urgentemente al governo Prodi di convocare il tavolo politico sulla Tav, già previsto per il 30 gennaio e ora rinviato a data da destinarsi,
è il contenuto di un ordine del giorno di Forza Italia, primo firmatario il capogruppo Angelo Burzi, dopo la notizia che il sottosegretario Enrico Letta ha deciso di non confermare la
riunione di mercoledì prossimo con gli enti locali.

«Attendiamo da troppo tempo che il governo si attivi in sede politica per far procedere l’iter della Tav – dice Burzi – dopo che la Commissione Europea nel novembre scorso ha assegnato un
finanziamento di 671 milioni di euro alla Torino-Lione, nell’ambito dei fondi per le reti transeuropee di trasporto. Ora rischiamo di perdere questi soldi perché, invece di svolgere le
funzioni istituzionali a cui il governo è chiamato, anche quando è dimissionario, il centrosinistra preferisce occuparsi del proprio tornaconto elettorale».

Burzi ricorda che il tavolo politico a palazzo Chigi «è stato rinviato per mesi e mesi, perché all’interno del Pd era in atto lo scontro sulle primarie, conclusosi con
l’elezione a segretario di Veltroni. Poi si è data priorità alla legge finanziaria che ha cercato di accontentare gli appetiti di tutte le clientele governative. Ma dei problemi
veri del Paese, Prodi non ha mai trovato il tempo di occuparsi e ora che finalmente dovrà lasciare l’incarico si rende protagonista dell’ultimo sfregio nei confronti della Torino-Lione.
Questo rinvio puzza di opportunismo politico, per non dover affrontare un tema così delicato a ridosso della probabile campagna elettorale».

«Comprendo l’esultanza della sinistra arcobaleno e dei movimenti anti-Tav – conclude il capogruppo azzurro – perché la Tav non è mai stata così a rischio. Voglio
invece sperare che Bresso e i vertici del Pd piemontese, che si sono sempre detti favorevoli all’opera, intervengano tempestivamente per evitare questo stallo che potrebbe assestare un colpo
mortale all’opera».

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