TAV, Forza Italia deposita in Regione Piemonte la proposta di referendum

By Redazione

Piemonte – E referendum sia: il Gruppo di Forza Italia ha formalmente depositato in Regione una proposta di deliberazione per effettuare una consultazione popolare ai sensi dell’articolo
86 dello Statuto sul tema dell’alta velocità Torino-Lione, “Da buoni ultimi – dice il capogruppo Angelo Burzi – finalmente anche i rappresentanti del Pd piemontese e il presidente della
Comunità montana Bassa Val di Susa hanno scoperto l’istituto del referendum.

Probabilmente perché si sono resi conto che non c’è altro modo per uscire dalle secche del dibattito che vede contrapposti i favorevoli e i contrari alla Tav. Così anche la
sinistra sposa la causa della consultazione popolare, idea che Forza Italia aveva già suggerito oltre un anno fa, ricevendone come risposta contrarietà o silenzi”.

Tecnicamente l’iniziativa deve essere qualificata non come referendum ma come “consultazione popolare”, così come la definisce lo Statuto regionale, che all’articolo 86 recita: “La
Regione può deliberare la consultazione di particolari categorie e settori della popolazione su provvedimenti di loro interesse”. C’è però un elemento che viene tenuto
sottotraccia, ovvero quali si vogliano consultare con il voto referendario.
“Se è vero che i territori della Val di Susa sono direttamente interessati al tracciato Tav – continua Burzi – è altrettanto vero che le opportunità e le ricadute positive
di quella infrastruttura strategica sarebbero un beneficio per l’intero Paese. A nostro giudizio, quindi, è opportuno che al referendum possano partecipare ed esprimersi tutti i
cittadini piemontesi. Lo ribadiamo con chiarezza visto che molti esponenti della sinistra glissano su questo aspetto, mentre apprezziamo che il segretario regionale del Pd, Morgando, ritenga di
dover includere almeno Torino. Ci aspettiamo dunque che la nostra proposta venga votata e sostenuta anche da quelle forze politiche di maggioranza in Parlamento, in Regione, negli enti locali,
che vogliono apparire riformiste ma spesso, nelle assemblee elettive, non fanno corrispondere alle tante e belle parole i fatti concreti, essendo tenuti sotto scacco dai rappresentanti del
partito ideologico del no a tutto”.

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