TAV, Della Seta: «Si al dialogo ma gravissimo violenza e ricatto minoranza»
4 Aprile 2008
«Mi suscita profonda amarezza che ieri sera ad Almese alcune decine di imbecilli nel silenzio di tutti gli altri mi abbiano gridato ‘venduto’ e ‘mafioso’ perché da ambientalista ho
scelto di militare nel Partito Democratico e perché sono candidato del Pd in Piemonte.
E’ un fatto triste, ma non troppo serio. Mentre è gravissimo che in un comune dell’Italia sia stata impedita un’iniziativa pubblica a dieci giorni dal voto a un partito che
raccoglierà oltre 1/3 dei voti degli italiani».
Questo il commento amaro di Roberto Della Seta, responsabile nazionale Ambiente del Pd e candidato al Senato in Piemonte, alla serata di ieri ad Almese.
«Con quanto è successo ad Almense la discussione sulla TAV non c’entra.
C’entra invece la prepotenza e l’arroganza di una minoranza antidemocratica che pretende di sequestrare i diritti civili e politici. Sull’opera in Val di Susa la si può pensare in tanti
modi: io, come ho detto anche di recente, penso che la via maestra per giungere a una soluzione equilibrata e il più possibile condivisa sia quella segnata dall’esperienza
dell’Osservatorio. Ma certo il bruttissimo episodio di ieri non è poi così diverso, nelle intenzioni e nello spirito, dalle minacce del centro destra che promette in caso di
vittoria di aprire i cantieri manu militari».





