TAV, Burzi (FI): «2 miliardi in più per il nuovo progetto»

Torino – «Oltre due anni di tempo perso e oltre 2 miliardi di euro di spesa in più: ecco i veri risultati ottenuti finora da Prodi e Bresso sulla Tav» così
Angelo Burzi, capogruppo di Forza Italia in Regione, commenta le notizie emerse in questi giorni sui costi del nuovo tracciato, individuato dall’Osservatorio per la Torino-Lione, e sulle
modalità di reperimento dei fondi, messe a punto dal ministero delle Infrastrutture.

«La concertazione voluta da Bresso – dice Burzi – non ha avuto riscontri, perché il movimento No-Tav e le amministrazioni locali valsusine sono rimaste contrarie anche alle nuove
ipotesi di tracciato. Le quali comportano un aumento iperbolico dei costi, oltre 2 miliardi, a carico naturalmente dell’Italia che ha voluto modificare i piani originari. Faccio notare che
questo aumento è pari a tre volte il contributo assegnato dall’Unione Europea! Così, su un costo complessivo di circa 14,5 miliardi, ben 9,7 saranno da reperire da parte del
nostro governo, mentre per i francesi il conto sarà molto meno salato, inferiore ai 5 miliardi di euro».

Ma le perplessità di Burzi si appuntano anche sulle modalità che il governo uscente sembra aver individuato per la copertura della spesa.
«Si punta a un sovrapedaggio – dice il capogruppo azzurro – riservato al trasporto merci su numerose tratte autostradali che riguardano il Piemonte, come la Torino-Milano, la
Genova-Alessandria e la Genova-Milano. Sono misure che non condividiamo perché colpiscono in modo pesante il sistema dei trasporti, già duramente provato dall’aumento del costo
dei carburanti. Si finirebbe per colpire direttamente le nostre imprese, costrette a servirsi ancora per molti anni del trasporto su gomma perché non ci sono valide alternative, dovendo
pagare costi maggiorati. Inoltre, sarebbe inevitabile un effetto inflazionistico, anche sulle merci destinate al consumo finale e di prima necessità, come ad esempio verdura e frutta,
per le quali i trasporti incidono molto sul costo del prodotto».
Il Gruppo di Forza Italia ha dunque presentato un ordine del giorno a palazzo Lascaris per chiedere alla Giunta l’impegno a contrastare questa soluzione per il finanziamento della Tav.

«La Torino-Lione è un’opera strategica a livello nazionale – conclude Burzi – e deve essere pagata con risorse della fiscalità generale, cioè con stanziamenti
assegnati dallo Stato e con l’attivazione del project-financing, ovvero con il concorso di privati interessati a investire sul trasporto ferroviario transeuropeo. Pensare di tartassare ancora
il trasporto su gomma non servirebbe a scoraggiarlo, in mancanza di alternative, e avrebbe pesanti ripercussioni su un settore importante dell’economia italiana. Solo dopo la realizzazione
delle infrastrutture ferroviarie, e non prima, le politiche tariffarie potranno orientare gli operatori verso il mezzo più conveniente e meno inquinante, che è appunto la
ferrovia».

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