Tartufo di Siena, un bollino sul DNA contro falsi e frodi
19 Novembre 2012
Il tartufo bianco delle crete senesi, Tuber Magnatum Pico, è uno dei più pregiati d’Italia. Motivo d’orgoglio e di guadagno del territorio, ma anche calamita per frodi e
contraffazioni. A complicare le cose, i vasetti di vendita, la merce viene lavorata e non è facilmente identificabile, e l’etichetta. Questa riporta il termine “aromi”, che qualifica una
varietà di prodotti.
Per sgombrare il campo da frodi ed inganni, ecco un bollino del DNA, certificazione high-tech presenta alla recente Mostra Mercato del Tartufo bianco delle crete senesi.
Dietro all’iniziativa, il Comune di San Giovanni d’Asso, l’Associazione tartufai senesi, l’Università di Siena e la QrQuality, azienda con sede ad Asciano (Siena).
Proprio la collaborazione tra team di ricerca pubblico e sapere privato ha consentito di creare un sistema in due sezioni.
Nella prima, gli esperti effettuato l’analisi del DNA sul contenuto di alcuni vasetti. Identificato la presenza del tartufo, si appone la certificazione Pcr.
Nella seconda, si applica il sistema QrQ*: un codice, facile da leggere ma impossibile di manomettere, che dà garanzie sull’originalità del prodotto.
Soddisfatto Michele Boscagli, sindaco di San Giovanni d’asso, secondo cui il bollino dà la garanzia “Di essere di fronte al prodotto autentico e per questo motivo abbiamo scelto di
presentare in occasione dell’inaugurazione della mostra mercato un progetto, garante della qualità e della quantità del prodotto, che affronta la questione sia dal punto di vista
scientifico sia da quello tecnologico”.
Matteo Clerici





