Tabacco: I produttori dicono no al bando del Burley

Tabacco: I produttori dicono no al bando del Burley

I produttori di tabacco europei, in particolare gli ungheresi che traggono buona parte dei loro ricavi da questo settore, si oppongono alla proposta dell’Organizzazione mondiale della
sanità (OMS) di bandire le varietà di tabacco Burley e orientali, utilizzate per le sigarette fatte con diverse miscele.    

L’associazione Madosz, che rappresenta 25 mila produttori di tabacco in Ungheria, sostiene che non ci sono prove scientifiche della correlazione tra la messa al bando delle miscele Burley e
orientali e la diminuzione degli effetti negativi del fumo.

Il provvedimento servirebbe soltanto a far perdere il lavoro a circa 100 mila operatori del settore così così come riportato da un eurodeputato ungherese, Csaba Tabajdi,
intervenuto, la scorsa settimana, a un incontro a Bruxelles sul “Futuro delle coltivazioni di tabacco”. “Più di 100 mila posti di lavoro scomparirebbero nell’Unione europea, ogni mese”, ha
calcolato Tabajdi.   

Il presidente di Madosz, Illés Bényei, sottolinea un’altra questione: l’aumento del contrabbando. “Se la maggior parte dei fumatori di sigarette vietate in Ue – dice Bényei
–  le trovasse dai contrabbandieri, le comprerebbe ugualmente”. La crescita delle vendite nel mercato nero delle sigarette causerebbe un grave danno anche per i negozianti.

“Rappresentiamo i diritti dei produttori di tabacco – aggiunge – ma anche i negozianti e altre piccole imprese saranno danneggiate dalla crescita del mercato nero di sigarette, perciò
chiediamo loro di unirsi alla protesta e di dire no a questa proposta ridicola”.   

I Paesi firmatari dell’accordo quadro sul controllo del tabacco (Fctc) dell’OMS decideranno in merito agli ingredienti da bandire dalle sigarette il prossimo novembre.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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