Tabacco: Siglato l’accordo tra Mst e Tabacchicoltori Italiani

Tabacco: Siglato l’accordo tra Mst e Tabacchicoltori Italiani

Sono stati siglati gli accordi tra Manifatture Sigaro Toscano (Mst)  e le associazioni regionali dei coltivatori per l’acquisto del tabacco Kentucky prodotto in Italia nel Veneto, Umbria,
Toscana e Lazio. Gli accordi – informa una nota Mst – rappresentano una tappa fondamentale nel lungo percorso di collaborazione, instaurato fin dal 2006, tra Mst ed i coltivatori italiani di
Kentucky.   

Nato nell’omonimo stato del nord America, il Kentucky ha trovato in Italia condizioni ideali per la sua coltura, facendo nascere imprese agricole, che oggi rappresentano l’eccellenza del settore
tabacchicolo. Da questo tabacco nasce lo storico sigaro toscano, soprannominato “lo stortignaccolo”. 

Gli accordi si inseriscono nelle nuove politiche della Comunità Europea, che prevedono il dimezzamento degli aiuti comunitari al comparto, azzerando quanto precedentemente erogato in
modalità accoppiata alla produzione.   

L’intesa raggiunta – conclude la nota – ha come obiettivo il mantenimento di una materia prima di alta qualità e si traduce in un forte aumento dei prezzi di acquisto, onde preservare la
redditività della coltivazione del Kentucky per l’impresa agricola. In concreto si tratta di un incremento di oltre il 40% per la fascia e del 60% per il ripieno, che compensa quasi
totalmente il venir meno del precedente aiuto comunitario accoppiato.    

A fronte dell’impegno economico di Mst, le associazioni si sono impegnate a garantire produzioni di qualità premium e che non hanno bisogno di lavorazioni addizionali, nel già lungo
processo di realizzazione del sigaro Toscano.   

“Un sostegno concreto – afferma Piero Tamburini, amministratore delegato del gruppo Maccaferri – per il futuro dei tanti addetti nel settore del tabacco Kentucky; la qualità del nostro
sigaro è legata naturalmente a quella della materia prima, con il loro impegno potremo far apprezzare quest’icona italiana anche all’estero”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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