Sviluppare la rete di laboratori per la ricerca industriale

Bologna – L’Assessore Duccio Campagnoli ha incontrato oggi la Presidente della Provincia Draghetti e l’Assessore Merola per avviare il percorso di realizzazione, anche a Bologna e nel
bolognese, dei programmi che la Regione ha messo a punto con la Commissione Europea per il programma sviluppo FESR 2007-2013, che utilizza anche i fondi europei.

«Con questo programma – ha sottolineato l’Assessore Campagnoli – la Regione ha scelto le linee e le priorità di uno sviluppo incentrato sull’economia della conoscenza e
dell’innovazione, quindi sulla qualità. E sulla sostenibilità da perseguire con interventi di qualificazione energetica e ambientale.»
Il programma che Regione, Provincia e Comune di Bologna condividono, e che oggi la Presidente Draghetti ha presentato anche alla Conferenza Metropolitana dei Comuni, punta innanzitutto alla
realizzazione a Bologna di uno dei «tecnopoli» che la Regione intende creare per sviluppare ulteriormente la grande rete di laboratori per la ricerca industriale che il programma
regionale ha già avviato.
A Bologna infatti sono già 23 i laboratori e i centri di innovazione creati dal programma regionale in questi ultimi 3 anni in collaborazione con Università, Cnr, Enea,
Associazioni imprenditoriali, che hanno messo al lavoro 339 nuovi giovani ricercatori, assieme agli oltre 500 professori e ricercatori di Università di Bologna, e delle aree Cnr ed Ena
bolognesi, che collaborano ai laboratori.
Con il nuovo programma, il tecnopolo bolognese potrà vedere insediarsi e crescere tali laboratori ed altri ancora, in una grande area della città a questo dedicata in particolare
nelle specializzazioni già attivate verso «automazione industriali», «nuovi materiali», «nanotecnologie», «biotecnologie»,
«tecnologie energetiche» e «costruzioni». Nonché ulteriori risorse per la dotazione di apparecchiature scientifiche e tecnologiche utilizzabili anche dalle
imprese; per il consolidamento delle attività di nuovi ricercatori; per l’attivazione di un parco per l’insediamento di nuove imprese innovative; per gli accordi per condividere
attività di ricerca e formazione anche con i laboratori di ricerca e sviluppo di imprese private.

Regione, Provincia e Comune insieme alle Confederazioni sindacali, Cgil-Cisl-Uil di Bologna, hanno da tempo puntato, per la realizzazione del tecnopolo, ad un grande progetto di riconversione
dell’ex Manifattura Tabacchi di via Stalingrado. L’accordo già da oltre un anno raggiunto infatti con la multinazionale inglese Bat, divenuta dal 2004 proprietaria dell’ETI e quindi
dello stabilimento bolognese, ha già previsto tale riconversione, con la cessione dell’area a Regione ed Enti locali per fini di pubblico interesse, oltrechè l’impegno per la
salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Nell’occasione dell’incontro di oggi quindi Regione ed Enti locali hanno anche inviato, assieme alle Organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL, una forte
sollecitazione a Bat, per tenere fede a tale impegno e portarlo a conclusione.»

Il resto del programma di sviluppo europeo, condiviso tra Regione ed Enti locali per il territorio bolognese, riguarderà anche la realizzazione dell’attrezzamento di «aree
industriali ecologicamente attrezzate» cioè di aree sovra-comunali, nelle quali si cercherà di concentrare la maggior parte dei nuovi insediamenti industriali del territorio
bolognese; e che saranno dotate di nuove tecnologie energetiche e di salvaguardia ambientale. Vi sarà anche la sperimentazione di iniziative per la mobilità e la logistica
orientate al risparmio energetico e progetti di valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico. L’impegno di risorse con l’insieme del programma FESR per l’area bolognese sarà di
almeno 40/50 milioni di euro.

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