Sushi, un patentino internazionale per gli chef
12 Gennaio 2011
Giappone ed Italia legati dalla difesa della tradizione alimentare.
Se i cuochi del Belpaese da tempo sono in prima fila per tutelare le pietanze e le ricette made in Italy, ora anche i colleghi del Sol Levante entrano nella mischia. Loro primo obiettivo, il
sushi, piatto sempre più diffuso ma molto spesso preparato in maniera errata: così, il pesce crudo diventa portatore d’infezioni.
Ecco allora, l’idea di un corso, con relativo patentino, su modi e forme per creare sushi e sashimi. L’idea arriva dalla All-Japan Sushi Federation, associazione di proprietari di ristoranti
specializzati con sede in tutto il Paese. Scopo dei soci è quindi diffondere linee-guida anche (e sopratutto al di fuori dei confini nazionali) mettendo l’accento su tecniche e procedure
in materia d’igiene.
Il corsi saranno tenuti da maestri cuochi, offerti dalla federazione. A loro il compito di istruire i presenti sulla via tradizionale al sushi. Durante le lezioni, si tratterranno così
argomenti come le tecniche di conservazione del pesce crudo, le regole per limitare infezioni ed intossicazioni, i modi per gestire gli strumenti, di legno e non. In programma anche lezioni su
suhi e wasabi usati come antimicrobici.
Alla fine del corso, i candidati sosteranno un esame scritto. Chi sarà promosso otterrà l’attestato di “Esperto sushi” ed avrà la possibilità di richiedere un
distintivo con il proprio nominativo.
I corsi per chef debutteranno entro la fine di gennaio a Singapore, dove gli inviati dell’associazione giapponese arriveranno con appositi testi in lingua inglese, mentre a febbraio sarà
la volta di Londra e Los Angeles.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Matteo Clerici
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