Consumo bevande fuori casa: Lucio Roncoroni, direttore di CDA è fiducioso

Consumo bevande fuori casa: Lucio Roncoroni, direttore di CDA è fiducioso

Consuntivo 1° semestre 2009

Inversione di tendenza per il consumo delle bevande fuori casa. Nei consumi permane il segno meno ma il peggio della crisi ormai è alle spalle.

L’inflazione più contenuta e la ripresa dei consumi, aiutata anche dal clima, complice il caldo con punte quasi ‘tropicali’, hanno dato una spinta verso il
recupero nel settore del consumo fuori casa duramente colpito soprattutto nei primi mesi di quest’anno.

Il mercato delle bevande fuori casa archivia il primo semestre 2009 con un – 3%, dato che segna il giro di boa.

E’ quanto emerge dalla periodica indagine realizzata da CDA (Consorzio Distributori Alimentari) – il più importante gruppo indipendente italiano di distributori
di bevande, che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. CDA, attraverso il proprio Data Wharehouse consortile (strumento
di gestione della raccolta e normalizzazione dei dati provenienti dalle Aziende Associate) è in grado di tracciare periodicamente un quadro preciso e dettagliato dei consumi fuori
casa, rilevati su un campione di oltre 20 mila pubblici esercizi.

Analizzando le aree geografiche, in base ai dati rilevati dal Consorzio, emerge che il recupero è trainato da una ripresa dei consumi nel Nord Est (Area Nielsen
2) che segna un – 1,4 %. Segue il Nord Ovest (Area Nielsen 1) con il – 3,5 %. Mantengono le distanze il Centro con un – 4,5%,
più faticoso il recupero al Sud dove i consumi registrano un – 5,1%.

Il canale che guida il recupero è quello diurno del consumo al bar con un – 1,5 %.

A soffrire di più i locali del tempo libero serale con un – 4,9% e la ristorazione con un – 4,7%.

Per quanto riguarda le categorie merceologiche a guidare la risalita – questa volta con un segno positivo e una straordinaria performance – gliaperitivi e i vermouth con un
5,7%, seguiti dal  2% archiviato dai vini speciali (in particolar modo gli spumanti).

Bevute da sole o più frequentemente utilizzate per la realizzazione di cocktail, queste bevande hanno conosciuto un vero e proprio “boom” in tutto il settore Ho.re.ca.

Recuperano bene anche le bibite piatte con un  2,4%.

Segnali di tenuta per le acque che al momento si attestano solo sotto l’1% e le bibite gasate con un – 2,8%, entrambe in attesa di conquistarsi un ‘posto
al sole’.

Soffrono ancora i consumi delle birre (-7%) e degli aperitivi monodose (-6,2%).

Buono il recupero degli energy drink e dei succhi di frutta. I primi si attestano ad un – 4,5 % con risalita ben 12 punti in tre
mesi. I succhi di frutta segnano un – 6,6% dopo una risalita di oltre 13 punti da marzo a giugno scorso.

“Questi dati ci lasciano ben sperare – sottolinea fiducioso Lucio Roncoroni, direttore di CDA – confidiamo nella bella stagione per chiudere in pareggio il bilancio con la
fine della stagione estiva”.

“Anche l’inflazione, oggi intorno al 2%, con una crescita più contenuta, un punto percentuale in meno rispetto all’anno scorso – precisa Lucio Roncoroni – ha sostenuto in parte
il recupero nel settore del consumo fuori casa”

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