Sulla portabilità dei mutui serve una maggiore concorrenza tra le banche

“La procedura di portabilità dei mutui recentemente resa nota dall’Associazione Bancaria Italiana e dal Consiglio Nazionale del Notariato non deve limitare l’autonomia delle banche
nell’attuare la portabilità attraverso soluzioni alternative che potrebbero essere migliori rispetto a quelle concordate”. Così l’Antitrust ha detto ‘no’ all’accordo stretto tra
ABI e CNN nella segnalazione siglata il 22 novembre ed inviata al ministro per lo sviluppo economico e alle associazioni coinvolte.

Secondo l’Autorità, in particolare, è necessario dare alle banche l’opportunità di farsi concorrenza “anche in termini di semplificazione della procedura e assunzione dei
costi per garantire la surrogazione gratuita per il consumatore”, poiché l’accordo stretto tra Abi e CNN “potrebbe non avere individuato le soluzioni più coerenti con lo sviluppo
di efficaci dinamiche concorrenziali, e meno onerose e complesse tra quelle possibili”.

L’Antitrust, in particolare, ha ribadito che la procedura condivisa “non deve incidere sulla piena libertà della clientela di richiedere direttamente alla propria banca lo stato del
rapporto di mutuo in corso, e di ottenerla in tempi pressoché istantanei”, mentre il coinvolgimento del consumatore nella procedura della banca originaria “potrebbe determinare il
rischio di condotte volte a disincentivare la stessa portabilità”.

L’Autorità, poi, ha evidenziato che la procedura potrebbe favorire l’applicazione di costi non giustificati e non proporzionati poiché “potrebbe non tenere in debito conto la
peculiarità della fattispecie di surrogazione rispetto alla stipulazione di un mutuo ex novo”. Tra le spese non giustificate, secondo l’Antitrust, compare anche la penale per
l’estinzione anticipata del mutuo, poiché, se si intende incentivare la mobilità dei clienti, “la surrogazione, oltre ad essere senza formalità, deve essere senza
impedimenti o oneri in capo al debitore”.

Ultimo punto dolente della procedura è la presenza di una “costante triangolazione di soggetti coinvolti” (banca originaria, nuova banca e cliente, che prevede la partecipazione della
banca originaria anche all’atto di stipula del nuovo contratto) che difficilmente può garantire la mobilità della clientela, favorendo, al contrario, “l’instaurarsi di dinamiche
improprie tra gli operatori e il permanere della clientela con la banca originaria”.
L’Antitrust, infine, ha ribadito la necessità di un maggiore slancio concorrenziale nel settore dei mutui, che porti ad una naturale diminuzione dei prezzi: affinché la
surrogazione e la rinegoziazione dei mutui “possano portare effettivi benefici – conclude l’Autorità – è essenziale che l’autoregolamentazione e i singoli operatori si muovano nel
senso di rendere gli stessi entrambi ugualmente percorribili, senza indurre possibili ingiustificati oneri (economici e non) sull’uno o sull’altro strumento”.

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